Una domenica in visita alla Abbazia di Pomposa

"Prima domenica del mese = museo statale gratuito!"

Da quando abbiamo scoperto questa formula offerta dal Ministero dei Beni Culturali, le nostre gite fuori porta o all'interno delle mura ferraresi sono letteralmente cambiate. Stiamo scoprendo nuove realtà, nuovi siti archeologici, nuove aree museali che fino a poco tempo prima eravamo all'oscuro della loro presenza o che ci apparivano a volte impossibili da visitare, per via del loro costo eccessivo. 

Approfittando di una domenica gratuita, abbiamo avuto modo di fare visita alla Abbazia di Pomposa e all'annesso Museo pomposiano, dove possiamo trovare nella interessante raccolta di reperti e oggetti d'arte, l'intera storia di questo sito risalente al VII secolo. 

Ci troviamo esattamente sulla strada Romea -  un tempo denominata  Antica Popilia- la quale collega attualmente Venezia a Ravenna. 
Conosciuta principalmente per la presenza dei Sette Lidi Ferraresi, dove la movida e le lunghe spiagge dalla sabbia fine attirano turisti da tutto il mondo, la Romea era  via di pellegrinaggio per i fedeli cristiani, che si dirigevano a Roma per venerare la tomba dell'apostolo Pietro. 


Il campanile della Abbazia di Pomposa
Abbazia di Pomposa e il suo campanile


Non notare la sua imponente costruzione è quasi impossibile e la sua magnificenza si può osservare mentre si  percorre la Strada Statale Romea all'altezza delle indicazioni per il Bosco della Mesola. Un ampio parcheggio totalmente gratuito è a disposizione dei visitatori che potranno anche usufruire dei punti di ristoro con servizi igienici e piccoli negozi di souvenir, a disposizione esternamente del sito museale. 


Importante diffusione della cultura durante il periodo medioevale, l'abbazia passò di mano in mano negli anni per arrivare ai giorni nostri allo Stato Italiano, che attualmente è il proprietario con la denominazione di Polo museale dell'Emilia Romagna. 

Il biglietto di ingresso del museo è di 5 euro (per ulteriori riduzioni ed orari di apertura fare riferimento al sito ufficiale) mentre l'entrata in Chiesa è assolutamente gratuita. Piccolo contributo volontario viene invece richiesto per poter salire gli scalini del campanile da cui si può ammirare tutta la zona sottostante oltre che le imponenti campane ancora funzionanti. 

La domenica e durante le festività cristiane, la chiesa è adibita a celebrazioni ed è chiusa ai turisti fino a fine funzione. 



 La facciata e il suo campanile della Abbazia di Pomposa
Abbazia di Pomposa - La facciata e il suo campanile 


Dopo aver ritirato il biglietto possiamo iniziare la visita dal museo pomposiano che un tempo era il dormitorio del monastero. Una esposizione di pezzi provenienti dai lavori di restauro e scavo, ci permettono di conoscere le fasi di costruzione della Chiesa risalente al VI-VII su modello delle basiliche ravennate. 

Scendendo e attraversando il chiosco, possiamo accedere a quello che un tempo era la Sala del Refettorio, dove è possibile ammirare tre affreschi ben conservati tra cui l'Ultima Cena mentre nella sala affianco, denominata del Capitolo, un affresco risalente al XIV secolo ritrae tra gli altri l'abate di Pomposa, San Guido. 



Affresco nella sala del Refettorio
Abbazia di Pomposa - Affresco nella Sala del Refettorio 


La visita prosegue oltre il Chiostro e all'interno della Chiesa abbaziale la cui costruzione avviene tra il VIII secolo e il IX secolo su modello della basilica tardo ravvenate, come potremmo osservare dalle tre navate composte da due file di colonne che richiamano il periodo bizantino. Antichi e pregiati mosaici ricoprono il pavimento mentre affreschi di diverse epoche, coprono tutta l'area. 

Siamo costretti con sommo dispiacere a non fotografare gli interni ma rispettiamo la richiesta imposta dalla Diocesi e ci affrettiamo in completo silenzio ad ammirare brevemente il suo interno per poi recarci a visitare il Campanile di ben 48 metri di altezza. 


Opera di Vitale da Bologna affresco abside Abbazia Pomposa
"Cristo in gloria circondato da angeli, Santi e dalla Vergine" Vitale da Bologna (1351)

E' la struttura che spicca maggiormente quando si arriva e la curiosità della vista che si può ammirare è tale da sopperire alla fatica di salire per i suoi scalini stretti e impolverati. Una offerta ai volontari che permettono l'apertura è doverosa e salire i nove moduli per ammirare dalle sue finestre sempre più larghe, ci portano sbuffando al punto dell'edificio più alto, dove le campane funzionanti sono visibili ai turisti. 

Il campanile è una costruzione del 1063 ad opera dell'architetto Deusdedit e conserva gli originali inserti di ceramica provenienti da alcuni paesi mediterranei e sicuramente la vista è perfetta ma non la consigliamo a chi soffre di allergia alla polvere o soffre di vertigini. Non è adatta ai bambini piccoli per via dei gradini sconnessi e per chi ha difficoltà motorie essendo comunque una bella salita alquanto faticosa. 



Abbazia di Pomposa e il suo campanile
Le campane all'interno del Campanile - Abbazia di Pomposa



Siamo giunti alla fine della nostra visita (domenicale) che ci ha permesso grazie al progetto del Ministero dei Beni Culturali di scoprire una realtà a noi sconosciuta nel territorio delle Valli di Comacchio. Per riposare le stanche ossa dalla faticosa salita al Campanile, la zona circostante l'Abbazia offre un punto di ristoro e un area in mezzo al verde dove potersi fermare a fare un pic nic. 

Noi siamo rimasti affascinati dalle creature che popolano il laghetto e che hanno conquistato i bambini che si sono divertiti a correre tra (finti) draghi, zanzare giganti, coccodrilli e tanti altri personaggi creati con tronchi di albero. Se vi capita di passare da queste parti e scoprire il nome dell'artista saremo ben contenti di menzionarlo. 



Abbazia di Pomposa - Il laghetto
Abbazia di Pomposa - Il laghetto si popola di strane creature di legno







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