Cascate del Dardagna: una passeggiata tra i boschi con i bambini

Passeggiare tra i boschi con i bambini è il nostro nuovo modo di scoprire la natura e educare loro al rispetto per le forme di vita. 

Cinquemila ettari di territorio, un massiccio che sfiora i duemila metri di altezza, vallate solitarie e paesini che emergono dal sottobosco è la breve descrizione che possiamo trovare sui depliant dedicati al Parco Regionale del Corno. 

Tra le tante passeggiate che abbiamo scelto di intraprendere quest'anno, il percorso che porta dalla Madonna dell'Acero fino alle Cascate del Dardagna è stato quello più divertente ed entusiasmante. 




Il primo salto del torrente Dardagna
Cascate del Dardagna: il primo salto


Ci troviamo in Emilia   Romagna ed esattamente all'interno del comprensorio del Corno alle Scale, pochi metri sopra Lizzano in Belvedere e a pochi chilometri sotto la punta più alta del complesso sciistico tra i più attrezzati dell'Appennino Settentrionale. 

Il punto di partenza del camminamento è situato nei pressi dell'antico santuario della Madonna dell'Acero dove un ampio parcheggio, permette di lasciare la macchina gratuitamente e dove troverete l'opportunità di fare una breve sosta presso il Ristorante "Hotel dell'Acero".

Un percorso ad anello per nulla impegnativo e adatto anche ai bambini piccoli che troveranno divertenti ed affascinanti i salti compiuti dal torrente Dardagna che impetuoso scende a valle. Il tempo di percorrenza è di circa 40 minuti. 

La strada forestale inizia con una breve salita che lentamente andrà a scendere verso il torrente  ed è segnalata dai cartelli recanti il numero 331A CAI. 
Lungo il tragitto, gli alti abeti lasceranno il posto ai più longilinei faggi che daranno il loro benvenuto all'attraversamento del Rio Cavo con una serie di ponticelli in legno e alcune postazioni per una breve sosta ristoratrice. 

Il sentiero prosegue e la direzione da prendere è segnalata con il numero 333 dove un piccolo ponte in legno ci mostra il primo dei sette salti che vengono compiuti dal Dardagna. Un breve salto di 15 metri ma ugualmente affascinante. 


I ponti di legno per attraversare il torrente
Cascate del Dardagna: ponti di legno


Proseguendo lungo il sentiero 333, un leggero restringimento ci costringe a stare attenti a dove mettere i piedi ma la difficoltà è minima e il fragore dell'acqua, ha il potere di incuriosire anche il meno temerario dei visitatori a proseguire verso quello che è il salto più alto. L'ausilio di alcuni gradini di legno permettono di arrivare al più suggestivo dei sette salti che con i suoi 30 metri ci mostra  la potenza della natura che non si ferma davanti a nulla. 




Il sentiero 333 che porta all'ultimo salto
Cascate del Dardagna: sentiero 333


Giunti fino a qui si può scegliere se tornare al punto di partenza seguendo le indicazioni che portano dal bivio al Santuario  (n.331) oppure percorrendo il sentiero numero 339, si può raggiungere in mezzora di cammino il Rifugio Cavone per poi riscendere utilizzando la strada asfaltata. 

Da qui è possibile fermarsi ad ammirare la cima del Corno alle Scale comodamente seduti nella terrazza esterna sorseggiando qualcosa di caldo o di fresco a seconda della stagione. 




Il corno alle scale e il suo rifugio
Rifugio Cavone a Corno Alle Scale 

Come avrete intuito noi abbiamo percorso il sentiero verso le Cascate in mezzo alla neve che quest'anno ha colto di sorpresa gli abitanti del luogo per le copiose precipitazioni. Quando abbiamo iniziato l'avventura nulla presagiva il divertimento ma oltre ad aver respirato aria pulita, assistito alla natura più selvaggia e incontaminata, ci siamo accorti che il percorso era fattibile anche con la neve alta. Il camminamento è compatto, le indicazioni ben visibili e la strada adatta a chiunque anche ai bambini che possono essere trainati con lo slittino. 

Ovviamente bisogna essere attrezzati con scarpe chiodate o scarpe adatte alla montagna, seguire le basilari regole del vivere civile e pensare solo allo spettacolo che attende alla fine del percorso. Una esperienza sicuramente educativa per grandi e piccini ma anche un momento per scoprire la natura nel suo suggestivo apparire. 

Noi ci torneremo sicuramente e voi avete mai pensato a questo percorso?


Buona passeggiata da Sabrina, Davide, Ciopi e Mattia 






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