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giovedì 23 novembre 2017

Valle D'Aosta attraverso gli occhi della Guida Turistica: Francesca Bacolla

Per un attimo provate a chiudere gli occhi e fatevi trasportare dalle emozioni che un paese, una regione offre ai suoi visitatori, ai suoi viaggiatori. 
Immaginate di trovarvi tra castelli a fondovalle e salire in cima a una roccaforte per ammirare uno dei fiumi più suggestivi d'Europa oppure toccare con la fantasia i resti archeologici di una antica civiltà. Immaginate di essere in Valle D'Aosta insieme a me e a Francesca Bacolla, la guida turistica che vi presento oggi e che per l'occasione di questo incontro virtuale, ci offre una ricetta particolare della sua terra. 




Castello di Savoia a Gressoney
Castello di Savoia a Gressoney 


Per gli amanti dei Castelli e della storia, questa regione offre spunti interessantissimi. Castel Savoia situato a Gressoney - Saint - Jean per esempio è la sfarzosa residenza ottocentesca voluta dalla Regina Margherita e del consorte Umberto I e che apre le porte a un panorama mozzafiato sul Monte Rosa. Il Castello Sarriod de La Tour che sorge nella zona pianeggiante a ridosso della Dora Baltea, che del Po ne è uno degli affluenti più importanti. E se i Castelli non interessano si può percorrere l'antica strada romana, una capillare rete viaria che fu crocevia di grandi traffici commerciali e di relazioni culturali grazie ai varchi alpini e che ad oggi, è possibile conoscere grazie ai resti archeologici ancora visibili e ben conservati.

Non dimentichiamoci di Aosta, il suo capoluogo, denominata la Roma delle Alpi che offre ai suoi visitatori scorci panoramici assolutamente imperdibili o di .... insomma la Valle D'Aosta offre tantissimo a chi vuole vivere un esperienza indimenticabile! 



Panorama sulla Valle D'Aosta




E se l'interesse di ogni visitatore è rivolto solo ed esclusivamente al mondo della cucina o della gastronomia niente paura. Eh si! Perchè la Valle D'Aosta oltre ad offrire arte e cultura è una regione che vanta tradizioni secolari e percorsi eno gastronomici grazie agli eventi consolidati negli anni e che l'hanno resa una meta molto interessante da vivere e da scoprire. 

La domanda a questo punto sorge spontanea: chi è Francesca? In primis è una appassionata della sua terra di origine, della storia e dell'arte che trasmette la Valle D'Aosta e che dopo tantissimi anni è riuscita finalmente a coronare il suo sogno di diventare una Guida Turistica abilitata. 

Visitare questa magnifica regione non è mai stato così facile e così divertente grazie alla simpatia e alla professionalità che Francesca offre ai suoi viaggiatori e sicuramente troverete in lei una grande appassionata che vi coinvolgerà in ogni istante della visita. Contattarla per avere un itinerario su misura - per famiglie, gruppi organizzati o scolaresche - è veramente facile perchè basta seguire la freccia che vi porterà nel suo blog sempre in aggiornamento  Guida turistica Valle D'Aosta 

Penso di essermi dilungata anche troppo e quindi lascio la parola a Francesca che ci racconterà uno dei piatti tipici tradizionali della sua terra: la fonduta valdostana ottenuta con la fontina DOP. 


Foto di Efraimstochter 




Storia della Fontina

La fontina è il simbolo per eccellenza dell'agricoltura valdostana e affonda tradizionalmente le sue radici nel lontano XIII secolo. Il formaggio grasso che noi conosciamo appare per la prima volta in un documento scritto del 1717 quando il cellerario dell'Ospizio del Gran San Bernardo annotava nei registri di dover consegnare "una fontina".
Il vocabolo fontina appare anche negli archivi storici della regione nel 1731, dove il Signor Challant, per conto del Re, ringrazia il Conseil des Commis di aver donato alcuni prodotti, tra cui una fontina.

Fontina, ma da dove deriva questo nome? Sembrerebbe derivare dal nome dell'alpeggio Fontin, sopra Quart, piccolo comune poco lontano da Aosta.


Il disciplinare

Dal 1955 questo formaggio vanta il titolo di DOP (Denominazione di Origine Protetta) e la produzione è limitata al solo territorio valdostano. Un preciso disciplinare stabilisce che si tratta di un formaggio grasso a pasta semicotta, realizzato con latte intero di mucca proveniente da una sola mungitura e ad acidità naturale. Il latte proviene da mucche razza valdostana pezzata rossa e nera, alimentate esclusivamente con foraggio locale.
Le forme sono cilindriche con un diametro tra i 30 e 45 cm e pesano tra gli 8 e 18 kg mentre la maturazione dura tre mesi con salatura a secco.
Per la stagionatura è indispensabile un ambiente estremamente umido e con temperatura tra i 6 e i 10 gradi.
Per 2 mesi il casaro a giorni alterni rivolta la forma e ne strofina in modo uniforme la superficie con un panno imbevuto di salamoia affinché non ammuffisca.

Le Fontine DOP vengono poi marchiate con un numero di riconoscimento rilasciato dal Consorzio Produttori Fontina ad ogni socio.



Un formaggio versatile, ottimo a fine pasto o abbinato ai salumi locali, è anche molto apprezzato fuso in molte ricette. La più celebre?


La Fonduta alla Valdostana:

Ingrdienti per 4 persone:
400 g di Fontina DOP
250 g di latte intero
30 g di burro
4 tuorli d’uovo



Preparazione

Togliere la crosta alla Fontina DOP e tagliarla a fettine sottili. Disporre il formaggio in un recipiente alto e stretto e ricoprirlo di latte per parecchie ore (anche una notte intera). Al momento di preparare la fonduta, mettere in una casseruola il burro, i tuorli e la Fontina macerata col latte e far cuocere il tutto a bagnomaria, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.

Attenzione: il formaggio in principio diventerà in un blocco filante, poi si diluirà gradatamente finché diventerà una crema liscia e densa. Perché la fonduta sia ben riuscita non deve assolutamente filare.
Prima di salare occorre assaggiare dato che il formaggio di per sé è già salato e poi a piacere aggiungere un pizzico di pepe. Infine versare la fonduta bollente nelle scodelle e servire con del pane tostato oppure con delle fette di polenta.







Siamo giunti alla fine di questo viaggio tra i sapori, le tradizioni e la cultura di una regione assolutamente da vivere a 360 gradi e ringraziando Francesca per averci regalato un pezzo di sè, vi invito a contattarla o a visitare il suo blog per ulteriori curiosità riguardanti la meravigliosa Valle D'Aosta. 


Alla prossima 

Sabrina 






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