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venerdì 19 agosto 2016

Viaggio tra il confine del gusto: Castello di Gorizia e Liptauer

Ferie finite. Ahimè si torna alla normalità anche se sotto sotto mi è mancata la quotidianità, i gesti della vita domestica che mi fanno sentire amata e coccolata. Rimangono i ricordi stampati vivi nella memoria e nelle emozioni che hanno accompagnato il nostro viaggiare tra il confine italiano e quello sloveno. Abbiamo macinato chilometri, incontrato varie culture e ascoltato lingue a noi sconosciute ma soprattutto abbiamo imparato a vivere in mezzo alla natura senza avere l'incombenza delle ore che passavano. Tolto l'orologio e spento il cellulare, il nostro viaggio è stato maggiormente vissuto creando in noi una sinergia che non avveniva da anni. E tornando a casa sfogliando il mio giornale preferito - Cucina Moderna - ho scorto una zona di Italia che abbiamo visitato in uno degli ultimi giorni di soggiorno e che viene descritta minuziosamente allegandone alcune ricette tipiche che vi presenterò pure io insieme a una breve descrizione della nostra visita a Gorizia e in particolare del suo meraviglioso Castello 






Per chi non lo sapesse, io sono una fanatica di castelli. Probabilmente in una vita precedente ero una cortigiana di corte o un umile contadina innamorata di nascosto del suo principe oppure semplicemente la visione di un castello richiama alla mia memoria, la mia infanzia a Ferrara. Insomma per farvela breve io adoro andar per castelli e quello di Gorizia che ne sovrasta la città, è stata una tappa obbligatoria per la mia passione. Risalente al secolo XI è stato modificato negli anni dalle invasioni che il territorio ha subito e l'influenza del dominio asburgico, veneziano o napoleonico per citarne alcuni, si possono osservare man mano che si sale per le sue stanze e torri di guardia. 






 







Al suo interno - nella splendida sala degli Stati Provinciali - possiamo trovare l'esposizione permanente di una straordinaria mostra sugli strumenti musicali perduti e che hanno attirato l'attenzione soprattutto di mio figlio grande che ne ha voluto subito fare un tema da presentare al suo professore di musica. Liuti, lire, ciaramelle e tanti altri, sono tutti perfettamente funzionanti supportati inoltre da strumenti audiovisivi che ne aumentano l'interesse per l'argomento. 
Il costo del biglietto è assolutamente buono: 3 euro intero, 1,50 ridotto (ragazzi dai sei anni ai 24 anni e anziani sopra i 65 anni) e gratuito per i minori di età inferiore ai sei anni. Un ottimo prezzo per un ottima e piacevole visita di circa un oretta. Parcheggio comodo e gratuito ai piedi del Castello con una bellissima vista della città immerso nel verde e nella pace. Sconsigliata per i passeggini e i bimbi piccoli. 

Ed essendo zona di confine tra l'Italia e la Slovenia, Gorizia è ricca di tradizioni che possiamo trovare non solo nell'atmosfera che si respira viaggiando fra le sue architetture ma anche nella cucina e nella produzione di vino. Abbiamo parlato spesso dei suoi vitigni autoctoni come la Ribolla Gialla e il Friulano oppure la Malvasia o il Picolit, che grazie a un suolo di marne e arenarie supportato dal clima mite e ventilato, è l'habitat ideale per la produzione di eccellenze. Oggi vi voglio presentare una ricetta che ho scorto tra le pagine di Cucina Moderna ed assaggiato sul territorio durante un aperitivo fra amici: il suo nome è Liptauer ed è una spuma che viene servita durante gli aperitivi o come antipasto che accompagna dei crostini o del pane leggermente caldo. La dominazione austro ungarico ha influenzato parte della cucina della zona e questo piatto ne è la conferma. Il suo nome trae origine da un formaggio che ad oggi è introvabile ma mischiare una serie di formaggi dal sapore forte, si può avere lo stesso retrogusto del suo originale. Vediamo insieme la ricetta con i suoi ingredienti e la sua preparazione che ho voluto modificare a seconda del piacere mio e dei miei commensali *





Ingredienti: 80 g di formaggio caprino cremoso, 80 g di formaggio di pecora, 60 g di panna acida, 2 noci di burro, 1/2 cipolla tritata finemente, 1 filetto di acciuga, 1/2 cucchiaino di senape, 1 cucchiaino di paprica dolce, 1 pizzico di cumino, erba cipollina (qualche stelo)

Preparazione: lasciate per alcune ore a temperatura ambiente il burro che si dovrà ammorbidire con una forchetta e aggiungetelo al formaggio caprino e di pecora dopo averli amalgamati con l'aiuto di una frusta. Aggiungete la panna acida e sbattete energicamente fino a quando non avete raggiunto la consistenza di una spuma. Aggiungete la cipolla tritata insieme al filetto di acciuga, la senape e l'erba cipollina e continuate a girare con la frusta. Unite la paprica e il cumino. Amalgamate bene e lasciate riposare per una notte. 
Da presentare su crostini caldi o fette di pane leggermente caldi *






Sperando che questa ricetta sia di vostro gradimento come il viaggio che ho voluto condividere con voi, vi saluto cari viaggiatori alla prossima ricetta

Sabrina 



*La ricetta che vi ho appena presentato è stata pubblicata sul numero di Settembre 2016 di Cucina Moderna che ne ha inserito alcuni ingredienti che ho volutamente modificato per piacere mio personale. Se volete seguire i loro consigli insieme al formaggio di caprino e di pecora, potete aggiungere un erborinato e 1/2 cucchiaino di capperi, e paprica piccante



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