I viaggi di Ciopilla - Food and Travel blog

sabato 26 aprile 2014

Su un isola deserta, cosa ti porteresti dietro?

Immagine tratta da ricerca di google, coperta da copyright


Tutti noi abbiamo delle paranoie e spesso queste ci lasciano svegli la notte a pensare. La mia paranoia è quella di finire su un isola deserta ed entrare in panico, perchè non so cosa mettere in valigia. Non chiedetemi come ci arrivo sull'isola deserta perchè ho pensato spesso che potrei avere un incidente aereo, entrare in un tunnel tridimensionale o parallelo in stile Lost, cadere in un buco nel terreno e trovarmi dall'altra parte del mondo proprio su un isola dove ci sono solo io. Non importa come ci sono arrivata su quell'isola ma cosa mi porto dietro se dovesse capitare. La prima cosa tenere in tasca sarà uno specchietto, uno di quelli piccolini da borsetta che oltre a farmi vedere la ricrescita dei capelli bianchi  - non si sa mai che arrivi il soccorritore carino che mi prende in braccio e farlo con la ricrescita in testa è poco chichettoso - può sempre servire per accendere un fuocherello come insegna il manuale delle giovani marmotte. Il secondo oggetto saranno sicuramente le pinzette per le sopracciglia che, servono sempre anche per togliere quella spina di albero da cocco che si è infilata sotto un piede. Uscire senza pinzetta è assolutamente vietato. Assolutamente!!
E il resto della valigia o della sacca da sopravvissuto ad una catastrofe cosa ci mettiamo?? Non ho dubbi: tutti e otto i prodotti per dissetare di Lurisia. 







Con uno slogan cosi su un isola deserta non avrei bisogno di altro e se non fosse che conosco bene anche i loro prodotti, direi che mi basta per credere che siano di parola: possono dissetarmi laddove ho bisogno di farlo. Acqua, bibite e birra nascono con l'acqua delle fonti di Lurisia che nel 1900, grazie allo sbaglio di un minatore durante l'estrazione di alcune pietre, aprì un varco provocando la fuoriuscita di un acqua considerata fin da subito terapeutica. L'uso delle coltivazioni della zona e dei presidi slow food, la produzione naturale e la scelta di utilizzare il vetro come packing sono scommesse che da anni, l'azienda Lurisia ha portato avanti come scelte aziendali, vincendole su tutti i fronti.



Lurisia come dice lo slogan ha otto modo per farti bere ed uno di questi è la sua acqua, che nasce da una sorgente libera da inquinamento e povera di sodio, talmente  leggera che bevendola abbiamo la sensazione che la fonte da cui sgorga sia direttamente dentro la bottiglia. La scelta del vetro - ma esiste anche la versione in PET con la stessa chiarezza di immagine che la contraddistingue - è a mio parere un motivo in più per rendere questa acqua, un piacere quotidiano. Mi piace molto e apprezzo l'uso del vetro sia per la freschezza del liquido che contiene, sia per il mantenimento del gusto che il vetro assicura. Ma Lurisia è anche bibite e birra, che io ho utilizzato in particolare per un piatto che da sempre è un must in casa nostra: il pollo con la birra. 

Creare questo piatto è facilissimo e molto veloce con un retrogusto di amaro, tipico della birra: far rosolare in un tegame antiaderente il vostro pollo (che in questo caso è stato scelto nella forma di cosciotti) con un goccio di olio e sale grosso. Una volta rosolato il pollo in ambedue le parti, aggiungere la vostra birra (una bottiglietta da 33 cl va benissimo) e lasciar cuocere a fuoco basso. A piacere potete aggiungere aglio, erba cipollina. Cuocere fino a quando sul fondo non si è formata una salsina ambrata e il pollo non si è ammorbidito. Servire ben caldo e mangiare con le mani per godersi il momento.





La birra normale Lurisia che ho scelto per cucinare il pollo, nasce dalle fonti incontaminate delle acque piemontesi e incrocia sul suo cammino il malto d'orzo, il luppolo e il lievito che la rende una prelibatezza artigianale non pastorizzata da assaggiare almeno una volta nella propria vita. E l'abbiamo accompagnata da un altra eccezionale birra speciale di puro malto italiano e una ottima aranciata, quella vera con le arance del gargano IGP, presidio slow food in linea con il pensiero di questa azienda. 
Starei ore a parlarvi delle bibite di Lurisia, dei suoi succhi di frutta o della sua birra. Starei ore a dirvi quanto sono buone e belle da vedere, assaggiarle con il pollo o da sole ma non riuscirei a convincervi appieno nonostante le mie belle parole perchè c'è solo un modo per farlo: provarle! E cosi mentre aspettate di andare a fare la spesa e riempire il carrello con questi prodotti, vi consiglio di dare un occhiata al loro sito, semplicemente cliccando sul loro logo