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giovedì 6 febbraio 2014

un timido sole


Un timido sole oggi si è affacciato alla finestra dopo una settimana di pioggia insistente. Non è servito a riscaldarmi il cuore che umido di risentimento e di odio, sta procedendo a battiti rallentati. E' sempre più difficile svegliarsi al mattino e sorridere ben sapendo che le scelte fatte sono presenti come macigni e che ogni situazione mi porta con il pensiero a un annetto fa. Vivere nella stessa città dove lavoravi e dove incontri colleghe che a stento ti salutano, è sempre più difficile e quel magone di incompleto, sale forte per la gola. Se dovessi tornare indietro prenderei quella stessa porta e quella stessa decisione. Non ho un rammarico di ciò che è stato scelto e stato fatto, le scelte prese con il cuore sono le migliori ma vorrei che questo peso che porto dentro si attenuasse per svanire lentamente. Svegliarmi e vedere che il sole riscalda la mia anima e il mio cuore invece di raffreddarla sempre più. 
Sarebbe favoloso - ma impossibile - che i politici invece di litigare come all'asilo fra bambini che non hanno l'attenzione della maestra, si mettessero nei panni di tutte quelle donne che diventando madri hanno sofferto per le scelte egoistiche di altri e costrette all'inattività psicologica, prendono decisioni più grandi e contro natura. Mettersi in bocca parole come famiglia e nascita senza sapere cosa significhi o voglia significare per una donna comune che affronta la cattiveria del ritorno al lavoro tra mille difficoltà, è assurdo e irreale. E dopo questo sfogo senza inizio nè coda, il mio dilemma è quello di pubblicarlo o meno. Lasciare che la mia mano prenda il mouse e trascini il pulsante su pubblica aprendo cosi a tutti voi il mio cuore duro e pieno di spine. 






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