I viaggi di Ciopilla - Food and Travel blog

giovedì 25 maggio 2017

Passeggiando per Modena: consigli di viaggio nella località emiliana

Modena e il museo Ferrari


Passeggiando per Modena consigli di viaggio nella località emiliana tra rombo dei motori gnocco fritto e storia antica è il titolo che ho voluto regalare a una domenica soleggiata di metà maggio. Guida verde sull'Italia alla mano e libro sulle 1000 cose da vedere almeno una volta nella vita, abbiamo deciso di scegliere Modena perchè ci poteva offrire poche ore di viaggio ma soprattutto per non dare retta alle previsioni del tempo che davano pioggia per tutto il giorno. 

Possiamo collocare questa città emiliana al centro di un importante  nodo di scambio tra il nord e il sud Italia ma anche ben collegata con il resto dell'Europa. Ci troviamo a meno di 40 km da Bologna e poche centinaia di km da Milano senza dimenticarci Firenze e la riviera romagnola. 
La facilità con cui si raggiunge e quella di trovare un parcheggio gratuito essendo giornata festiva, ci ha invogliato maggiormente a trascorrerne alcune ore tra le sue vie antiche assaporandone ogni piccolo angolo. 

Modena può essere considerata la città ideale per ogni tipo di turismo: gli appassionati di monumenti rimarranno estasiati dai suoi tesori architettonici che sono Patrimonio UNESCO mentre i fautori del buon gusto troveranno nell'Aceto Balsamico e nel Gnocco Fritto, due specialità da assaggiare ed innamorarsene. Le bellezze di questa cittadina non finiscono qui perchè i più appassionati di motori e delle quattro ruote sanno che Modena è la città della Ferrari ma anche della Maserati, della Pagani e della Stanguellini mentre chi vuole rimanere per sempre bambino il mondo delle figurine è firmato Panini. 

Fermare la macchina in uno dei parcheggi gratuiti nei giorni festivi che troviamo nei vialoni che la circondano e arrivare quasi per caso davanti al Palazzo Ducale, dopo aver scorto il Teatro Comunale dedicato a Luciano Pavarotti che di Modena ne è stato uno dei massimi promotori culturali, è stato un attimo perchè le bellezze architettoniche sono concentrate principalmente nel centro storico.

Il seicentesco Palazzo Ducale, che si affaccia su Piazza Roma è ad oggi, sede della prestigiosa Accademia Militare mentre nei secoli passati ha ospitato la Corte Estense con i suoi sfarzi e i suoi arricchimenti culturali. Essendo sede della Accademia Militare è possibile visitarlo solo alcuni sabati e domeniche del mese con una visita guidata e solo su prenotazione ma se siete mattinieri ogni prima domenica del mese alle ore 8.30 si potrà assistere alla cerimonia dell'alzabandiera. 



La attuale sede della Accademia Militare

Monumento ai caduti della prima e seconda guerra mondiale



Ci lasciamo alle spalle la maestosità barocca del Palazzo Ducale, che nella piazza che lo accoglie possiamo ammirare il monumento dedicato a Ciro Menotti protagonista storico dei moti rivoluzionari della fine dell'ottocento per poi avviarci lungo via Farini, per poter ammirare Piazza Grande che accoglie il Duomo con la sua Torre Ghirlandina e il Palazzo Comunale

Prima di arrivare nella parte centrale della Piazza,  ci fermiamo sotto i portici per arricchire la nostra conoscenza con una mappa della città e fare due chiacchiere con l'addetta dell'Ufficio informazioni ed accoglienza (Piazza Grande numero 14), la quale ci illustra gentilmente quali siti visitare e quali manifestazioni possiamo trovare in giornata. Il nostro pensiero è principalmente quello di mostrare ai bimbi la maestosità del panorama che si può ammirare dalla Torre della Ghirlandina e quello di fare un salto nel passato con un occhio al futuro con la visita al Museo Ferrari ma Modena può considerarsi una città viva e piena di attività per tutti i gusti. 


Il Duomo capolavoro del romanico europeo

La maestosità della città di Modena


La Torre Ghirlandina sorge affianco, nella parte settentrionale, del Duomo e si narra che il suo nome derivi dalle balaustre che ne incoronano la guglia ed è collegata al corpo centro da due archi risalenti al '300. La storia racconta che la Torre fu costruita con lo scopo di scandire i tempi della città con il suono delle campane e di avvisare la popolazione dei pericoli imminenti. La sua altezza è quantificata in circa 90 metri ed è stata costruita con materiale di recupero dalla città romana con la particolarità di avere una struttura rivestita in mattoni provenienti esclusivamente dal Nord Italia, Istria e Turchia. La sua inclinazione che possiamo anche ammirare dall'esterno ma impercettibile al suo interno, è dovuto alle interazioni con il terreno, il quale viene costantemente monitorato e che il visitatore può a sua volta osservare grazie al tubo che avvolge il pendolo elettronico che ne misura costantemente ogni movimento ed alterazione. Il Costo del biglietto è di soli 3 euro a persona e gratuito per i bambini sotto i 5 anni, per i disabili e i loro accompagnatori mentre è ridotto a 2 euro dai sei anni a 26 anni, over 65 e per i gruppi con minimo 10 partecipanti. Al costo di 6 euro vi è la possibilità di acquistare il biglietto unico "unesco" che permette oltre a salire gli scalini della Ghirlandina anche l'ingresso ai Musei del Duomo Acetaia Comunale e nelle sale storiche del Palazzo Comunale

Insomma le possibilità sono veramente tante per conoscere le testimonianze storiche che Modena offre ai suoi visitatori e tra queste anche l'incantevole Cattedrale, che è stata costruita all'inizio dell'anno mille e che mantiene vivo il ricordo di San Geminiamo, Patrono della città (ed ho scoperto anche di Venezia) con la cripta che ne ospita la tomba. Essendo una chiesa consacrata, la domenica si può avere difficoltà nel visitarla per via delle funzioni religiose in corso e noi ci ripromettiamo di tornarci durante la settimana per poter ammirare in completo silenzio ogni suo particolare fregio. 

Decidiamo di lasciare la zona centrale per trovare una trattoria o un ristorante che abbia nel menù la possibilità di assaggiare lo gnocco fritto ma troviamo solo posti a cui viene richiesta la prenotazione e questo piccolo impedimento ci scoraggia molto. Siamo decisi a immergerci appieno nella città e troviamo alla fine un piccolo ristorante non lontano dal centro che offre un menù tipico emiliano ed ordiniamo. Evito di mostrarvi i piatti ed evito anche di darvi il nome di questo locale per non aumentare la pubblicità che potrei offrirgli gratuitamente ma sicuramente non ci torneremo mai più. Unica nota positiva forse il conto finale ma per il resto - dal gnocco alla pietanza a base di pollo (congelato!) - è da dimentica anche in fretta. Cartina alla mano puntiamo dritti verso la parte esterna della città e verso il sogno di mio figlio di poter vedere da vicino la prima officina dove venne costruito il mito Ferrari. 

Il passaggio ai Giardini Ducali è quasi d'obbligo e ci immergiamo per alcuni minuti nella pace e nella tranquillità che offrono questo pezzo di verde nel centro della città. L'orto botanico e la Palazzina Vigerani fanno da sfondo a distese di colorati e profumati fiori che rendono ogni viale un colorato prato. 

Targa che ci accoglie davanti al museo



Non ci troviamo molto lontani dalla Stazione Centrale dei treni, motivo in più per questo mezzo in caso non si abbia la possibilità di venire in macchina e seguiamo le indicazioni per il Museo Casa Enzo Ferrari, che è dedicato alla creazione di un mito italiano. Ad accoglierci una struttura avveniristica che sembra abbracciare la casa dove nacque Enzo Ferrari e l'officina del padre Alfredo. All'interno della struttura gialla in alluminio che riprende il cofano di una macchina possiamo trovare l'esposizione delle macchine Ferrari legate al mondo del cinema nella mostra intitolata Red Carpet, tra cui la mitica 308 Gst utilizzata da Tom Selleck nell'imperdibile telefilm Magnum P.I oppure il modello Testarossa che sfrecciava fra le strade di Miami nell'omonimo telefilm, e tanti tanti ancora da rimanere a bocca aperta!  



Il logo più conosciuto al mondo

Magnum P.I, Miami Vice per citare solo alcuni telefilm

Lo stabile che ospita l'officina originale


Il percorso nella storia di un marchio riconosciuto da tutto il mondo viene supportato da due filmati spettacolari che avvolgono lo spettatore e che permette di collocare Enzo Ferrari nelle diverse epoche, con un sottofondo musicale da brividi. Ad accogliere il visitatore la possibilità di organizzare visite guidate, di riposarsi nella caffetteria e nel ristorante con un menù emiliano tutto d'eccellenza oppure di avventurarsi con la navetta alla volta di Maranello, dove il mondo della Formula 1 ne è protagonista. L'officina meccanica di Alfredo Ferrari, il padre di Enzo permette di osservare da vicino come viene costruito il mito e la progettazione che ogni macchina deve sostare prima di entrare in pista. 

Prima di salutarvi e di correre alla macchina che abbiamo parcheggiato non lontano dal Teatro Comunale dedicato a Luciano Pavarotti, vi lascio alcune informazioni su questo museo che può essere visitato singolarmente al costo di 15 euro per gli adulti, 13 euro i ridotti e gratuito per i bambini al di sotto dei 5 anni ma se si viene accompagnati dai genitori/famigliare il prezzo ridotto diviene di 5 euro. Il Museo Casa Enzo Ferrari si trova in via Paolo Ferrari numero 85 ed ha un ampio parcheggio oltre che un orario continuato per la visita che va dalle ore 9 alle ore 18. 

Qualsiasi informazione o in caso vogliate fare una prenotazione per i tanti eventi che la città offre il riferimento è sempre l'ufficio IAT Informazione ed Accoglienza e Turistica del Comune di Modena che potete trovare sul sito www.visitmodena.it insieme ad alcuni particolari con cui ho voluto arricchire questa nostra visita mentre per il Museo Casa Enzo Ferrari il sito è www.musei.ferrari.com 


Alla prossima viaggiatori 

Sabrina 

mercoledì 24 maggio 2017

Golosaria Padova: dal 26 al 28 maggio 2017 presso la Fiera di Padova




Logo della manifestazione veneta





Dal 26 al 28 maggio 2017 apre i battenti la seconda edizione di Golosaria. Una manifestazione che punta sulla innovazione dei produttori eno gastronomici veneti presso la rinnovata Fiera di Padova
La rassegna di cultura e di gusto che è stata ideata dal giornalista Paolo Massobrio, torna in Veneto dopo la prima prova tecnica a Bassano del Grappa e che metterà in luce la qualità della produzione veneta insieme ad una ampia selezioni di prodotti  provenienti da tutta Italia. 

La nostra penisola sarà la protagonista assoluta con la presenza di produttori gastronomici selezionati dal libro best seller ilGolosario ma sarà anche un momento di confronto per parlare, provare le novità vinicole di alcune zone della nostra gustosa Italia. Per citarne alcune si partirà dalla zona dei Colli Euganei per arrivare alla  Valpolicella, passando per il Trentino Alto Adige, Piemonte ed arrivando fino alla Campania. Tra le tante occasioni di incontro ci sarà la possibilità di assaggiare i migliori vini premiati negli ultimi 15 anni dal Golosario. Esperienza ottenuta e voluta grazie alla preziosa collaborazione della enoteca Top Hundred Triveneto





E se i protagonisti saranno i produttori e le realtà vinicole che hanno fatto la storia della cucina italiana in questi ultimi anni e che affiancheranno anche le nuove realtà che si affacciano sul mercato, non dimentichiamoci che la moda richiama spesso la Cucina di Strada, la quale ha oltrepassato la semplice idea di street food per arricchirsi di nuove idee, produzioni selezionati e nuove start up giovanili.



Street Food: La voglia di condividere



Oltre alla possibilità di assaggiare, toccare, annusare i prodotti della eccellenza italiana che ha reso il nostro Paese uno dei massimi esperti sul mangiare bene, ci sarà anche l'opportunità di condividere idee grazie al fitto programma di talk, laboratori e show cooking. Le tematiche prese in esami saranno svariate e comprenderanno i temi come il mondo della birra artigianale o la nuova figura dei bartender ma si parlerà anche di economia circolare della filiera oltre che di etica del non spreco. A Golosaria sarà presente il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi e ci sarà la possibilità di guardare al futuro per le generazioni che affronteranno il problema inquinamento nei prossimi anni. 

A questo punto come possiamo dimenticare che la nostra penisola è l'inventrice di uno degli impasti più copiati al mondo? La pizza che sta avendo una vera e propria rivoluzione accompagnerà il lancio della associazione dei panettieri bio il cui battesimo è stato voluto da Molino Quaglia Petra proprio  qui in Veneto. 



Talk show, show cooking e momenti di condivisione




Questo e tanto altro ancora vi aspettano a Golosaria che si terrà presso i Padiglioni della rinnovata Fiera di Padova (via Niccolò Tommaseo numero 59) dal 26 al 2 maggio con i seguenti orari: venerdì apertura alle ore 17 fino alle 24, sabato orario continuato dalle 11 alle 24 e domenica dalle 10 alle 20 (chiusura della manifestazione). 

L'organizzazione della manifestazione mette a disposizione la possibilità di acquistare i biglietti sia on line al costo di 6 euro o direttamente in biglietteria presso la Fiera al costo di 8 euro. Ingresso gratuito ai bambini under 10 e per i Soci Club Papillon 2017. Non sono ammessi cani ed altri animali. 



Per qualsiasi informazione potete fare riferimento al sito ufficiale della manifestazione che trovate cliccando → Golosaria Edizione 2017 Padova 








lunedì 22 maggio 2017

Muffin al sapore di caffè e ripieni di ciliegie

I Muffin al sapore di caffè e ripieni di ciliegia  sono una ricetta semplice che mi sta salvando da innumerevoli incontri fra genitori che nei mesi conclusivi delle scuole mi trovano coinvolta a pieno regime. Maggio e parte di giugno, sono i mesi delle festicciole a scuola o in palestra ma anche del concerto di fine anno scolastico, dove i genitori sono coinvolti nel rinfresco e nel saluto finale. Mi piace molto condividere con gli altri - altrimenti non avrei mai aperto un blog - e mi piace poter essere utile, ma per farlo ho bisogno di trovare ricette facili e veloci che mi portino via poco tempo con un occhio soprattutto al gusto e alla praticità nel trasporto. 

In mio soccorso quest'anno è arrivata una azienda Caffè ICAF - Coffee Experience, la quale mi ha omaggiato con una selezione di varie qualità di caffè. Un ingrediente che è diventato protagonista insieme alla farina e alle uova di pratici e comodi Muffin ripieni di ciliegie  che sono stati offerti alle famiglie che hanno partecipato al mercatino della coperta presso la Scuola Materna di mia figlia piccola.  E se "l'espresso in Italia è un rito, uno stile di vita che coinvolge ed appassiona indistintamente uomini e donne da generazioni" come possiamo leggere sul sito ufficiale della Torrefazione laziale - quale migliore modo per renderlo al meglio coinvolgendo farina, uova e zucchero? 


Gustosi muffin al sapore di caffè


Il Caffè ICAF è una esperienza che coinvolge tutti i sensi e lo dico con cognizione di causa, in quanto al momento in cui ho avuto modo di aprire una confezione di caffè in grani, mi è arrivata subito la freschezza della tostatura. 
La produzione della Torrefazione è molteplice: possiamo trovare qualità di caffè in grani che viene venduta principalmente ai bar oppure la possibilità di assaggiare il caffè in comode capsule da utilizzare nella maggior parte delle macchine apposite. E se non si dispone di una tipologia simile Caffè ICAF è anche produttore e distributore di sistemi di estrazione altamente professionali. 

E mentre sorseggio un caffè e ve ne offro virtualmente uno vi lascio la ricetta dei Muffin al caffè e ciliegia (acquistate dal contadino nel Mercato di Fuori Porta ovviamente!) 


Muffin al sapore di caffè e ripieni di ciliegie




  • Ingredienti per 18 muffin circa : 250 g farina 00, 250 g zucchero semolato , 80 g cremor tartaro + 50 g bicarbonato di sodio, 18 ciliegie senza nocciolo, 100 burro fuso, 120 ml di latte, 1 pizzico di sale, 3 tazzine di caffè, 2 uova.  

  • Preparazione: preriscaldiamo il forno a 180 gradi e separiamo gli ingredienti secchi (farina, zucchero, cremor tartaro bicarbonato e sale) da quelli liquidi (latte, caffè possibilmente non caldo, burro fuso intiepidito e le uova)
  • Mescoliamo ambedue gli ingredienti e uniamoli una volta finito creando un composto semi liquido che andremo ad amalgamare per bene cercando di sciogliere soprattutto lo zucchero e la farina che tenderanno ad agrumarsi
  • Rivestiamo una teglia da muffin con i suoi pirottini colorati (in media ne metto due per alloggiamento) e riversiamo il composto fino a metà 
  • Riponiamo nel forno a metà circa la teglia ripiena di Muffin al caffè e andiamo a togliere il nocciolo dalle ciliegie facendo un piccolo buchino nel fondo. Cerchiamo di tenere il picciolo per una questione di estetica
  • Lasciamo passare circa 10 minuti e togliamo la teglia dei muffin aggiungendo su ognuno di loro le ciliegie a cui abbiamo tolto il nocciolo e continuamo la cottura per altri 15 minuti
  • In questo modo la ciliegia non finisce nel fondo ma rimane leggermente in superficie ed è esteticamente molto carina da vedere 
  • Una volta che i Muffin al caffè e ciliegia sono cotti lasciamoli raffreddare prima di servirli 

Per l'occasione ho confezionato ogni singolo Muffin al caffè e ciliegia con la carta alimentare trasparente apposita e ho voluto arrotolare ogni estremità creandone così tante piccole caramelle che sono state poi vendute al Mercatino della Coperta , il cui ricavato sarà donato in beneficenza alla Scuola Materna per un futuro acquisto in materiale didattico. 
Un idea sicuramente veloce ma soprattutto gustosa che ha coinvolto un prodotto come il caffè in grani (che ho macinato con il vecchio macinino della nonna) e che ha lasciato per casa un odore inconfondibile di aroma genuino e dalla tostatura raffinata, come quella del bar!


Alla prossima viaggiatori 

Sabrina 







giovedì 18 maggio 2017

Ravioli di spinaci ripieni alla ricotta e pecorino

Ravioli di spinaci ripieni alla ricotta e pecorino ovvero la pazzia di acquistare dal contadino una intera busta di erba verde senza avere l'idea di cosa essa sia! Ammetto che ho pura invidia per chi davanti a un caspio di insalata o di altra tipologia di verdura, riesca a individuarne la provenienza ma soprattutto il genere. Io sinceramente non ci riesco! Motivo per cui utilizzo quando si tratta soprattutto di spinaci, il vecchio metodo: prodotto surgelato. Siamo sincere con noi stesse e ammettiamo che è più facile da utilizzare in cucina perchè sono verdure già pulite, lavate e in comodissime confezioni da buttare direttamente in acqua calda senza porsi altri problemi che non scuocerli troppo. Ovviamente in una ottica di spesa intelligente e consapevole a cui mi sono promessa di promuovere in questi ultimi mesi, acquistare surgelato è sconsigliabile e provare nuove ed alternative forme di acquisto di verdura di stagione coinvolge anche una busta della spesa di soli spinaci. 

Armata di coltello e di buona volontà mi sono dedicata a capare ogni singola foglia, cercando di non sprecarne nemmeno una parte e scelta la pentola più capiente, ho cotto gli spinaci in meno di mezzora ottenendo un quarto del volume di quando sono partita. A questo punto il mio mucchietto di spinaci è pronto per essere utilizzato come base per i ravioli insieme alla farina e all'uovo. Prima di procedere alla preparazione della pasta fresca che conterrà gli spinaci freschi, bisogna raffreddarli ma soprattutto togliere tutta l'acqua in eccesso. La mia tecnica collaudata è quella di lasciarli scolare in un scolpapasta classico ma mettendo al di sopra un piatto e un peso come ad esempio la confezione di farina che andremo a utilizzare. Lasciando in questo modo gli spinaci si liberano di buona parte dell'acqua e la preparazione della pasta fresca è meno difficoltosa. Una "strizzata" con le mani prima di utilizzarla non sarebbe una cattiva idea! A questo punto spinaci cotti e senza acqua pronti per essere utilizzati ma vi domanderete ma come? La ricetta la trovate sotto la fotografia. 



Ravioli ripieni con ricotta


  • Ingredienti: 400 g di farina 00, 3 uova, 1 pz di sale, 80/100 g di spinaci lessati e strizzati dall'acqua e per la farcia servono 80 g di ricotta, 1 uovo, 50 g di pecorino grattugiato
  • Per il condimento 6 fette sottili di lardo, 1/2 pugno di pecorino grattugiato, burro e sale q.b.

  • Preparazione: piccola precisazione → la dose ideale per creare la pasta è 100 g di farina e un uovo e a seconda di quanti ravioli vogliate fare potete aumentare le quantità o diminuirle ricordando questo piccolo schema. Essendo però gli spinaci ricchi di acqua è bene togliere un uovo per evitare che diventi troppo umida e difficile da impastare 
  • Per creare la pasta fresca in casa mettete su una spianatoia o in una ciotola di vetro la farina creando una "montagna" dove andrete ad aprire un piccolo cratere nel centro
  • Inserite le uova insieme agli spinaci leggermente tagliuzzati con un coltello nel buco creato nella montagnola di farina e sbattete  le uova con gli spinaci, aggiungendo piano piano la farina partendo dalla parte alta della montagnola creata
  • Aggiungete un pizzico di sale e procedete con l'impastare la pasta fresca
  • Armandosi di forza e di tempo impastate la farina con le uova e gli spinaci tenendo conto che questa tipologia di verdura sarà sempre piena d'acqua nonostante i vostri sforzi di toglierla
  • Aggiungete farina su farina se la pasta fresca appare appiccicosa al tatto o sul tagliere tende ad attaccarsi al legno e una volta raggiunta la giusta consistenza rugosa e asciutta lasciatela riposare sotto un canavaccio di cotone (possibilmente) per almeno un oretta
  • Nel mentre la pasta fresca agli spinaci raggiunge la giusta consistenza per essere tirata, occupatevi della farcia unendo la ricotta con parte del pecorino - lasciatene una spolverata per dopo - e l'uovo girando energicamente con una forchetta
  • Per creare i ravioli utilizzo questo sistema: tiro la sfoglia fresca con l'apposita macchina creando delle strisce non troppo spesse e con l'ausilio di un coppa pasta tondo faccio tanti cerchi che si farciranno con la ricotta e il pecorino, chiudendo a mezza luna semplicemente picchiettando con le dita
  • In caso la pasta fresca non abbia intenzione di chiudersi basta inumidirla con un pochino di acqua e i ravioli si chiudono in pochissimo tempo
  • Lasciateli riposare per un altra oretta prima di andare a sbollentarli in acqua calda e salata per poi condirli con una crema di lardo e pecorino sciolti nel burro insieme a un pizzico di sale
  • Servire caldi con un bicchiere di vino rosso corposo 


Il procedimento potrà sembrare macchinoso e difficile ma in realtà è un lavoro semplice che si può fare anche con i propri bambini che si divertiranno a tirare la sfoglia di Hulk - il supereroe della Marvel con la forza di mille treni! 

Alla prossima viaggiatori con una nuova ricetta o un consiglio di viaggio


Sabrina 

mercoledì 17 maggio 2017

Casa delle farfalle: il Micro Mega Mondo di Montegrotto Terme

La presentazione del post




Casa delle farfalle: 10 buoni motivi per visitare il Micro Mega Mondo di Montegrotto Terme  poteva essere il titolo che avrei voluto dare  a questo post ma sinceramente il numero è limitato per l'esperienza che offre Butterfly Arc. La prima considerazione da fare è sicuramente in quale località ci troviamo: siamo a Montegrotto Terme, in quella zona veneta chiamata Colli Euganei. Non ci troviamo molto lontani da Padova o da Rovigo ma soprattutto ci troviamo in una zona totalmente immersa nel verde, dove si possono trascorrere vacanze in un ambiente rilassante assaporandone ogni prelibatezza che offre questa terra. Ricordiamoci che siamo in pieno percorso della Strada dei Vini e che ogni punto di questa zona è ottimo per soffermarsi a godere dei piacere agro alimentareche il Veneto ci regala, con una accoglienza delicata degli abitanti della zona. 

La prima Casa delle Farfalle italiana è una occasione speciale per far scoprire ai bambini o ai ragazzi l'importanza del contatto con la natura e in particolare con le foreste tropicali. La superficie di più di 4 mila metri quadri si estende in un percorso di esposizioni, laboratori interattivi e sensoriali con la possibilità di incontrare centinaia di animali dal vivo ed entrare nella più grande biodiversità animale. Ad accogliere i visitatori, un ampio ingresso dove alle casse si verrà informati dei laboratori in programma nella giornata (particolarmente nei giorni festivi) e che coinvolgono ogni tipologia di amanti della natura oltre che poter conoscere con mano, alcuni particolari animali. 

Una attrezzata area picnic con un distributore di bibite o di snack danno la possibilità di soffermarsi a pranzo o per una sosta totalmente al fresco, riparati dal sole o dal caldo in un ampio gazebo. 
Noi siamo giunti a Micro Mega Mondo - questo è il suo nome originale - per visitare solo la parte che riguardava le farfalle per poi scappare a pranzo ad Arquà Petrarca ma se, decidete di soffermarvi presso la struttura, potete godervi la giornata intera grazie alle innumerevoli attività ed offerte naturalistiche che vengono offerte. 
La Casa delle Farfalle e il Bosco delle Fate (compreso nel prezzo) si potranno godere in circa due ore di tempo che sommate ad altrettante ore per la visita al Museo di Esapolis - il prezzo è a parte - possono coinvolgervi per tutta la giornata. 


Casa delle Farfalle e le sue Tartarughe



Biglietti alla mano ci addentriamo nel percorso all'aperto, dove cartelloni dettagliati sulle farfalle e un oasi d'acqua che accoglie delle tartarughe (tante a dire il vero!) sono il preludio della serra, che si aprirà più avanti tramite un paio di tende. Non ci si aspetta di entrare subito a contatto con il caldo della prima accogliente stanza - il giardino dell'Eden - dove le farfalle Morpho blu amazzoniche svolazzano libere tra i visitatori. Lasciato da parte il primo momento di sconcerto per lo svolazzare senza logica - per noi umani ovviamente - di queste creature, ci prendiamo un secondo di tempo per farci accarezzare dalle loro zampine appena si appoggiano sulle nostre mani. Cerchiamo di rispettare al massimo il loro sistema, in fin dei conti siamo entrati in casa loro, e le evitiamo per non prenderci contro ma soprattutto cerchiamo di non creare loro un trauma con la nostra insistenza nel toccarle. Lasciamo che siano loro a venire da noi. Massimo rispetto per questi animali così belli da osservare ma anche così delicati nel loro ciclo di vita. 




Casa delle farfalle Montegrotto

Casa delle farfalle Montegrotto


Casa delle farfalle Montegrotto Terme

Casa delle farfalle Montegrotto


Ci adeguiamo fin da subito alle regole ben chiare della struttura Micro Mega Mondo e cercando di non raccogliere da terra le farfalle morte oppure di non passare in un ambiente diverso con una di loro attaccata addosso, ci ritroviamo nel secondo giardino. Denominato Amazzonico e Afro Tropicale troviamo specie provenienti dalle foreste tropicali e asiatiche, africane oltre che australiane. dell'Asia, Africa e Australia. Due simpatici pappagalli, qualche fastidioso insetto non definito che per istinto, cerchi di non scacciare con la mano rimaniamo estasiati da queste maripose che si corteggiano, si nutrono con una delicatezza unica nel loro genere. Se non fosse per il caldo asciutto che la serra produce per la sopravvivenza di queste specie animali, saremo rimasti delle ore ad osservarle ma il caldo soffocante non è adatto a noi e così usciamo per percorrere la parte che riguarda il Bosco delle Fate 
Un percorso che troveremo all'esterno dove ci si può inoltrare nel bosco animato da folletti, fate e poter leggere le più belle storie di fantasia e leggende antiche. 


Entrata del bosco delle fate ..



Il Bosco delle Fate ci accoglie con questa frase : "Questo è l'ultimo confine che divide la realtà dalla fantasia, l'innocenza dalla razionalità. D'ora in poi tutto è possibile!" e per questo motivo evito consapevolmente di fornirvi altre fotografie perché ognuno di noi, con la propria percezione e i propri sentimenti vivrà in questo luogo un esperienza diversa, unica.  

Lasciamo sia il Bosco che la Casa, per raggiungere Arqua Petrarca dove ci aspettano degli amici per un pic nic in mezzo alla natura ma ci promettiamo di tornarci sia per l'esperienza che il contatto con la natura ci offre, sia per poter visitare il Museo Esopolis il quale si trova a circa quindici minuti di strada, dove è possibile osservare insetti vivi e partecipare ai Laboratori a tema.

Se siete della zona e siete insegnanti o rappresentanti di classe, vi è la possibilità di organizzare per le scolarette visite e laboratori a tema. Un ottima occasione educativa che promuove una esperienza sensoriale e culturale a contatto con piccoli esseri oltre che avere la possibilità di imparare i concetti ecologici di base. 

E prima di lasciarvi vi trascrivo alcune informazioni per poter visitare Butterfly Arc che si trova in Via degli Scavi 21 Bis a Montegrotto Terme in provincia di Padova e il Museo Vivente degli Insetti Esapolis che trovate in Via dei Colli 28 a Padova. Ambedue le strutture sono presenti in rete al sito www.micromegamondo.com oppure scrivendo a info@butterflyarc.it

Noi dei viaggi vi salutiamo e alla prossima 


Sabrina 












martedì 16 maggio 2017

Crumble di frolla farcita con fragole, fragoline di bosco e pera

Crumble di frolla farcita con fragole, fragoline di bosco e pera ovvero come una crostata può diventare altro di quello che ti immagini possa uscire! Sulla pagina di facebook - se non siete iscritti mi piacerebbe avervi come ospiti cliccando sul tasto mi piace a questo → link - si è creato un simpatico siparietto simile a un film comico riguardante la ricetta che vi presento oggi. Capita spesso che per una serie di motivi e in primis per colpa della temperatura del burro, la tanto amata/odiata pasta frolla, non prenda la consistenza che si vorrebbe e sprecare uova, farina con zucchero non fa per me. Ed ecco che viene in mio (e vostro soccorso!) l'alternativa anglosassone della torta conosciuta come crumble o la più nostrana della zona del mantovano conosciuta col nome di sbrisolona. Il film che si è creato ha avuto anche un titolo comico ovvero come volevo essere una crostata ma sono diventato un crumble! 


Il ripieno di Fiordifrutta



Se in origine il crumble era una torta al cucchiaio che veniva cucinata con la frutta matura, con gli anni è diventata una vera sfida gastronomica per tutti gli amanti delle torte ma soprattutto per gli anglosassoni che ne sono gli ideatori della versione più conosciuta ovvero dolce. 
Si! Perchè troviamo che la versione irlandese che altrettanto buona, ma totalmente salata, con l'utilizzo della verdura al posto della frutta. Veniamo però al più classico dei crumble. La base di frutta matura viene ricoperta dalle briciole di una pasta particolare di origine francese ovvero la pasta sablée. A differenza della nostra più classica frolla, l'impasto è composto dalla farina e dallo zucchero ma amalgamata con liquidi come il latte o l'acqua, oppure solo l'albume dell'uovo. La pasta francese è maggiormente usata in pasticceria per creare biscottini raffinati o piccole crostate che risultano più friabili e che si sciolgono in bocca. La particolare preparazione o semplicemente lo scherzo della frolla che non si è formata per colpa del burro non adatto, ha prodotto una versione  personale del crumble (non crumble) e che ho voluto farcire appositamente con il Fiordifrutta Rigoni di Asiago alle fragole e fragoline di bosco insieme al gusto pera. 



Rigoni di Asiago


Crumble di frolla farcita con fragole, fragoline di bosco e pera 


  • Ingredienti: 300 g farina 0, 150 zucchero semolato, 125 g burro a temperatura ambiente, 1 uovo intero, 1 tuorlo, 1 pizzico di sale. Farcia servono 1 vasetto di FiordiFrutta al gusto che piace oppure 1/2 vasetto per gusto da mischiare a piacere. 

  • Preparazione: in una terrina o su una spianatoia mescoliamo la farina con lo zucchero insieme a un pizzico di sale.
  • Sbricioliamo con le mani il burro e impastiamo creando con la farina e lo zucchero della sabbia
  • Preriscaldiamo il forno a 200 gradi
  • Aggiungiamo l'uovo intero e il rosso impastando grossolanamente e lasciamo che si formino piccoli grumi tipo sabbia che non andremo a solidificare ma lasciandoli così
  • Non avendo impastato la pasta frolla ma avendola lasciata in briciole, non abbiamo bisogno di tirarla per stenderla nella placca che utilizzeremo per cuocerla ma possiamo semplicemente versare uno strato sul fondo e premere leggermente con le mani per non formare dei buchi
  • Creiamo allo stesso modo un piccolo bordo che andrà a raccogliere il Fiordifrutta scelto e completiamo con una spolverata di briciole della frolla rimasta coprendone il più possibile ogni parte.
  • Al forno ben caldo per 20/25 minuti con una temperatura di 200 gradi è l'ideale ma sempre con un occhio attento che non si bruci in superficie
  • Raffreddare prima di servire 


Come avrete osservato questa non crostata è stata creata dal nulla e quasi per fortuna ma sicuramente buona e genuina grazie agli alimenti utilizzati, in primis il Fiordifrutta Rigoni di Asiago che tiene veramente bene la cottura e non essendo formato da acqua, mantiene inalterato la consistenza della pasta (frolla o meno) che abbiamo scelto di usare per la sua preparazione. Come solito prima di lasciarvi vi voglio ricordare che a me piacciono tanto i commenti e non esitate a lasciarli che vi rispondo ben volentieri.

Enjoy viaggiatori

Sabrina 









venerdì 12 maggio 2017

Tuttofood 2017 Milano: si conclude la rassegna biennale internazionale

Seeds&Chips Global Food Innovation Summit



Ottanta mila e passa visitatori, 30 mila i business match, 48 mila i partecipanti agli eventi di Week&Food: sono i primi dati che emergono a conclusione dei quattro giorni dedicati agli incontri d’affari, alle relazioni e ai contenuti di qualità di TuttoFood Milano 2017
Un insieme di numeri e di dati che consolidano sicuramente l'esperienza passata nel grande contenitore di Expo e che quest'anno, ho potuto personalmente vivere come blogger accreditata. 

Ero abbastanza restia nel partire. Soprattutto per il tempo poco clemente che questa primavera ci sta offrendo. Lasciare la mia piccola provincia per affrontare la metropoli milanese sotto la pioggia, mi metteva una forte ansia senza averne alla fine un motivo sensato. Scacciata l'ansia e preso l'ombrello. Siamo partiti ugualmente e questo atto di coraggio ci ha ripagato con un bellissimo sole su Milano. Ovviamente questo mio post, non è incentrato sul meteo regionale ma, sulle impressioni che a mente fredda vorrei condividere con chi mi legge e mi segue su un evento molto importante per gli addetti al settore agro alimentare. 

La kermesse TuttoFood 2017, in programma nelle giornate da lunedì 8 maggio a giovedì 11 maggio presso gli stand di Milano Rho Fiera, è stato preceduto da eventi sparsi per la città in un fuori salone intitolato "Week&Food". Eventi che hanno confermato la città lombarda, come centro di nuove opportunità ma anche l'impegno ulteriore nel rafforzare la competitività del nostro Paese. I dati e commenti dell'evento globale, si possono leggere ovunque sulle testate giornalistiche ed  evito di aggiungerne meccanicamente perchè vorrei soffermarmi maggiormente sulle impressioni ed emozioni che questa kermesse, ha prodotto in me e nel mio partner d'avventura. 

Toccare con mano realtà nuove e conoscere dal vivo aziende con cui ho collaborato in passato sono stati i temi centrali di questa mia esperienza. Ho potuto dare un volto a Davide che si occupa del marketing di Amica Natura di Alcass (nei prossimi giorni vi mostrerò le novità di questo brand) e di abbracciare Alessandra, che da Bronte, ha portato una ventata di allegria tipica siciliana insieme al marchio Sciara - La terra del Pistacchio. 
Sono rimasta estasiata dal nuovo packing di Grano Armando ed evidentemente non sono stata l'unica perchè la curiosità di assaggiare la qualità della pasta 100% italiana, ha portato ad una invasione di assaggiatori nel loro stand (oltre che la presenza di Alessandro Borghese) oppure assistere al contest #LaPizzachecigarba che ha visto tanta allegria grazie alla presenza di Paolo Ruffini. Il toscanaccio doc  -  testimonial di Petti Pomodoro negli spot televisivi e sulla carta stampata ha portato avanti momenti di ilarità con tantissimi ospiti e posso dirlo con sincerità,ho sperato fino all'ultimo, di poter fare due chiacchiere con uno dei miei preferiti chef di Gambero Rosso ovvero Max Meriola presente all'evento.
Gli incontri non sono finiti qui come le sensazioni e il turbinio di emozioni perchè allo stand di Rigoni di Asiago tra un Fiordifrutta, un assaggio di Mielbio e la novità dell'anno - il comodo Dolcedì -ho incontrato Camilla che oltre ad essere una food blogger è pure una mia compaesana!  

Lo stand al TuttoFood 2017Lo stand al TuttoFood 2017


Lo stand al TuttoFood 2017

Lo stand al TuttoFood 2017

La qualità di Grano Armando a TuttoFood

Vorrei poter mostrare tutti ma proprio tutti gli stand che ho visitato, tutte le strette di mano e potervi raccontare i gusti di ogni singolo prodotto assaggiato ma diventerebbe un noiosissimo post che alla lunga può stancare e allora vi saluto con alcune fotografie tra le più significative, dandovi appuntamento all'edizione del 2019 che si terrà dal 6 al 9 maggio sempre in Fiera a Milano Rho. Un saluto carico di tantissime novità che vedremo nei prossimi mesi sugli scaffali della Grande Distribuzione. Coinvolgimento non solo da parte dei produttori italiani ma anche di brand internazionali, in una sinergia e scambio di opinioni, relazioni delle più importanti nel mercato agroalimentare. Con questa edizione si hanno avuto risposte a domande irrisolte e si sono aperte nuove opportunità di confronto che avranno risposta nei prossimi anni in un continuo lavoro di ricerca. 

Lo stand in Fiera a TuttoFood 2017

Lo stand in Fiera a TuttoFood 2017

Lo stand in Fiera a TuttoFood 2017

Lo stand in Fiera a TuttoFood 2017

Lo stand in Fiera a TuttoFood 2017



Per tantissime altre novità, comunicati stampa o quanto vi salta per la mente di andare a curiosare il sito ufficiale di TuttoFood vi aspetta con una ricca galleria di fotografie, momenti di condivisione e tanto tanto ancora per questa edizione 2017