I viaggi di Ciopilla - Food and Travel blog

giovedì 27 aprile 2017

Sfogliatine alla crema di mascarpone e frutti di bosco

Sfogliatine alla crema di mascarpone e frutti di bosco sono quell'idea che frulla in testa da tantissimo tempo ma che non si è mai concretizzata in qualcosa di reale. Prendendo spunto da immagini golosissime che scorro spesso su Pinterest (ahhh ci siamo anche noi sapete? Siamo proprio qui se volete pinnare qualche ricetta) e trovandomi fra le mani una confezione di mascarpone semi mangiato, mezzo vasetto di Fiordifrutta Rigoni di Asiago ai frutti di bosco e fragoline oltre che l'immancabile rotolo di pasta sfoglia a scadenza molto ravvicinata, un idea intrigante mi è balzata all'occhio. Segno che sarebbe stato perfetto connubio tra una merenda gustosa e un svuota frigo all'ultima scadenza il brontolio di pancia che ne è derivata dalla visione, ne ho ricavato la mia idea che trovate pubblicata sul blog. 

E se poi vogliamo mettere accanto anche le nuove mini size delle gustosissime confetture bio di Rigoni di Asiago che fanno tanto colazione in vacanza il successo è assicurato. A dire il vero la preparazione a base di frutta di Rigoni di Asiago, non può essere definita confettura o marmellata perchè non raggiunge il quantitativo di zuccheri totali previsti dalle direttive europee che li definisce tali. L'elevata percentuale di frutta che viene dolcificata con il succo di mela biologico, permette al consumatore di apprezzare il sapore vero della frutta e la presenza della pectina naturale non modificata (viene estratta dalla buccia degli agrumi o delle mele) la rendono ottimale anche per chi come me ha una intolleranza o allergia come il nichel. 

E allora andiamo a provare questa nuova ricetta facile e veloce che oltre a dare una soddisfazione per la pancia è ottima per liberare il frigo da piccole quantità di prodotto rimasto. 





  • Ingredienti: 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare, 6 cucchiai di mascarpone, 2 cucchiai di zucchero a velo, 6 cucchiai di Fiordifrutta ai frutti di bosco, 2 fragole per decorazione, spolverata di zucchero a velo e di mandorle pelate a p.p.


  • Preparazione: lasciar riposare per qualche minuto la pasta sfoglia prima di utilizzare e procedere con la preparazione della crema di mascarpone.
  • In una ciotola mischiare lo zucchero a velo con il formaggio fino ad ottenere una crema liscia. Assaggiate per capirne il grado di dolcezza ma tenendo conto aggiungeremo la composta sopra al mascarpone e in caso non siano abbastanza i due cucchiai di velo, aggiungerne ulteriormente.
  • Lasciamo da parte la crema di mascarpone e tagliamo in sei parti la pasta sfoglia: un taglio orizzontale e due tagli verticali, spostandoli sulla placca da forno che andremo a rivestire con della carta apposita
  • Con un coltello non appuntito e anche poco affilato andiamo a segnare leggermente ogni singola sfogliatina. Lasciamo un paio di millimetro dal bordo e seguiamo il rettangolo. In questo modo in fase di cottura si alzeranno solo i bordi mentre la zona centrale rimarrà bassa
  • Aggiungiamo al centro di ogni sfogliatella la crema di mascarpone e mettiamo al forno per 15 minuti a 180 gradi possibilmente ventilato
  • Una volta dorate togliamole dal forno e lasciamole raffreddare a temperatura ambiente, aggiungendo prima di servire un cucchiaio o anche di più di Fiordifrutta, una fragolina e una spolverata di zucchero  velo e mandorle spelate (a piacere)

La merenda è servita! O semplicemente la dolcezza è pronta per essere gustata nei momenti più disparati della giornata. Se questa ed altre idee vi sono piaciute seguitemi sulla pagina di facebook per rimanere sempre aggiornati → seguimi qua 


Alla prossima viaggiatori 


Sabrina 







mercoledì 26 aprile 2017

Involtini ripieni di arrosto al forno e gorgonzola caramellati al miele

Involtini ripieni di arrosto al forno e gorgonzola caramellati al miele di Fiori sono un classico della cucina italiana ma la ricetta che vi presento oggi è qualcosa di più di una mera descrizione tra ingredienti e preparazione. E' un insieme di progetti, di sogni e di speranze che si sono concretizzati in una idea che tocca la natura in ogni sua sfumatura e che viene racchiusa in un elegante vasetto di vetro. Nella forma più comune lo chiamiamo miele ma per Alice, Fulvia e Mabel il prezioso liquido d'oro si chiama Gocce di Luce. 

Racchiuso in un packing elegante, le Gocce di Luce della Tenuta Casa del Sole sono il pieno rispetto per la natura che incontaminata e con la giusta pazienza dei suoi tempi, regala un miele adatto a sostituire l'uso quotidiano del più comune zucchero bianco. Ci troviamo sulle colline fra Reggio Emilia e Parma, ettari di natura incontaminata, lontana dalle strade trafficate e dalle colture intensive. Nella natura più incontaminata, le api producono un miele di qualità superiore, il quale viene lavorato secondo il metodo artigianale della tradizione. Ogni vasetto viene realizzato e controllato singolarmente dalle mani sapienti delle proprietarie della Tenuta che ne hanno scelto la razza Liguistica di api, che non usano metodi intensivi di produzione e che rispettano i tempi della natura senza l'utilizzo di antibiotici o di trattamenti chimici sulla terra. 

E il Miele di Fiori è l'ingrediente che ho utilizzato oggi in una ricetta molto semplice e che ricorre spesso sulla mia tavola: involtini ripieni di arrosto al forno e gorgonzola caramellati al miele di Fiori
Questa varietà - dal colore ambrato e tendente al rosso arancio- ha un aroma avvolgente,  adatto a tutte le preparazioni in cucina e dalle proprietà ricostituenti. Il Miele di Fiori insieme al Miele di Acacia lo possiamo trovare nella elegante confezione singole o in uno Scrigno da regalare o da regalarsi. Trovate le Gocce di Luce nella Tenuta Casa del Sole a San Paolo d'Enza visitando il sito ufficiale o chiamando Alice al numero +39 0522/874720 .


Un piatto tipico della tradizione italiana

Un piatto dei più classici: involtini ripieni


Ingredienti per 2 persone: 
sei fettine di carne di manzo per cotolette (pacco famiglia Bovì carne genuina), sei fette di prosciutto arrosto, 40 g di gorgonzola, 3 bicchieri di latte, 1/2 bicchiere di birra bionda, 4 cucchiai di farina 00, 
4 cucchiai di Miele di Fiori Gocce di Luce
1/2 cipolla tritata finemente, 
mandorle affettate q.b. 
sale e olio Evo q.b.


  • Preparazione: utilizzando un batticarne andiamo a battere leggermente ogni singola fettina di carne cercando di assottigliarla senza romperla.
  • Al centro di ogni fettina inseriamo una fetta di prosciutto arrosto e un pezzo di gorgonzola.
  • Arrotoliamo le singole fettine e ci facciamo aiutare con uno o un paio di stecchini per tenere fermo il ripieno nella cottura.
  • In una padella antiaderente andiamo a saltare con un goccio abbondante di olio di oliva extravergine, la cipolla che abbiamo tagliato finemente e aggiungiamo prima che si rosoli troppo, le fettine ripiene.
  • Facciamo dorare ogni singola fettina e sfumiamo con la birra a fiamma sostenuta e andiamo ad aggiungere un bicchiere di latte abbassandone la temperatura.
  • Lasciamo cuocere per una decina di minuti e se vediamo che il latte si rapprende prima ne aggiungiamo un altro bicchiere.
  • Aggiungiamo solo alla fine sia la farina che andremo a mescolare per bene con un cucchiaio di legno e il miele che andrà a amalgamarsi con il latte e la farina creando una "carammellatura" alla carne.
  • Serviamo gli involtini sulla cremina che si è formata e li spolveriamo di mandorle tritate sottili sottili.



Ringraziando Alice, Fulvia e Mabel per questa occasione di provare il loro prezioso miele di Fiori, ricordo a voi viaggiatori del blog che potete curiosare nel loro sito cliccando su www.tenutacasadelsole.com oppure rimanendo aggiornati con la pagina facebook che potete trovare cliccando qui 


Buon appetito da Sabrina 







mercoledì 19 aprile 2017

Castello del Catajo: immerso nel verde dei Colli Euganei

Castello del Catajo: immerso nel verde dei Colli Euganei è l'esperienza di viaggio che voglio condividere con voi in queste giornate di metà aprile. Si preparano gli zaini, si rinfrescano le giacche a vento o si provano le scarpe da trekking in vista delle gite fuori porta che da Pasqua fino a giugno, coinvolgono molti italiani e tantissimi turisti stranieri in visita della nostra splendida penisola.
Ed immancabile, in una domenica tra le tante o per i vari ponti che si susseguono nei primi mesi di primavera, è una passeggiata fra i Colli Euganei . Oltre ad essere un oasi di verde e di buona tavola, grazie ai tantissimi agriturismi presenti, i piccoli rilievi di origine vulcanica che spiccano in solitaria fra le province di Padova, permettono di incontrare sul proprio cammino interessanti ville antiche e nobiliari oppure cittadine termali per momenti di completo relax. 

E nel verde dei Colli Euganei tra ville e monasteri di antica costruzione, il nostro viaggiare fa sosta a Battaglia Terme in provincia di Padova e precisamente al Castello del Catajo. Una dimora, unica nel suo genere, che è stata nell'arco di nove secoli sia villa principesca che alloggio militare oltre che accogliente reggia imperiale e cenacolo letterario. Dalla famiglia degli Obizzi, che la costruì per celebrarne i propri fasti, passando per la famiglia Asburgo ed Este di Modena fino ad arrivare a residenza estiva degli Asburgo - imperatori d'Austria - il Castello del Catajo è la sede storica di innumerevoli racconti di una passata nobiltà. 

Castello del Catajo e le ninfee


I fasti nobiliari che hanno reso questo Castello,  uno più interessanti del Triveneto , sono un ricordo lontano a causa delle vicissitudini famigliari ed ereditarie che hanno visto la dimora passare per un periodo di abbandono e decadimento strutturale ma che da alcuni anni, passando per le mani di un noto imprenditore della zona, sta provando a rimettersi in piedi con un progetto di rivalutazione della stessa. Il lavoro di riqualificazione è solo all'inizio e si prospettano anni di ristrutturazione di buona parte di esso ma il progetto in capo è veramente interessante per gli abitanti della zona e gli amanti della cultura. 

Il percorso che viene offerto dalla Direzione del Castello del Catajo è duplice: da un lato la visita del Giardino delle Delizie, che accoglie i suoi visitatori tra secolari alberi e piccoli laghetti con ninfe e fontane  (ahimè non funzionanti al momento in cui vi scrivo) e dall'altra, una visita con guida esperta all'interno delle affrescate stanze .

Il costo del biglietto è di 9 euro e gratuito per i bambini sotto i 5 anni comprensivi di guida e di un parcheggio (incustodito) affianco alle mura esterne. Se la visita al Giardino delle Delizie non è subordinata dall'acquisto di un ticket e dal tempo di permanenza, la visita all'interno del Castello necessita di una guida che viene prenotata al momento del biglietto di ingresso. Per gli orari di visita lascio a voi cari viaggiatori di andare a vedere il sito ufficiale dove sono spiegate le giornate di apertura cliccando → QUI 

Castello del Catajo e il suo giardino

Giardino con alberi di limoni


Ad accogliere i visitatori le guide esperte che accompagnano i turisti dal portone di ingresso dove la statua dell'elefante scruta ogni singolo movimento fin su alla ripida scalinata che venne costruita per dare la possibilità ai nobili cavalieri di percorrerla in sella del proprio cavallo facendo sfarzo della propria armatura e stendardo. E sotto lo sguardo attento del cane a tre teste - Cerbero - che accoglie nella prima parte della scalinata fino al terrazzo che sovrasta il giardino e parte dei Colli Euganei, inizia la visita all'interno del palazzo. Purtroppo non fotografabile. 

Castello del Catajo e la sua statua

Castello del Catajo: veduta dall'alto


Ad accoglierci nella prima parte del Castello, il ciclo di affreschi di Gian Battista Zelotti, che della famiglia Obizzi ne racconta le gesta di conquista militari e di alleanze ma anche i magnifici abiti settecenteschi che fanno parte della mostra in imminente apertura (il giorno 21 aprile) ideata e progettata dalla costumista storica Francesca Serafini di Antico Atelier. Ogni singola stanza - se ne possono visitare circa sei e una parte dell'esterno - sono minuziosamente raccontati dalla guida esperta che accompagna il visitatore nella storia del Castello dove si narrano anni di storia italiana ed europea. Cullati dalle parole sapienti possiamo ammirare con il naso all'insù ogni singolo angolo di questa dimora storica soffermandoci nei piccoli particolari della sua costruzione e del suo restauro recente. 

Castello del Catajo e il giardino esterno


Siamo giunti al termine del percorso e riprendiamo con somma fatica la strada di casa ma con alcune precisazioni d'obbligo a cui tengo molto per chi legge questi miei consigli di viaggio. 
La visita con guida ha una durata variabile di circa un oretta, a volte anche meno, in gruppetti di circa venti/trenta a seconda delle richieste al momento del biglietto che nei giorni di maggiore affluenza possono variare sia per orari che per durata. Consiglio vivamente di visitare questa dimora in un periodo di relativa calma durante uno dei tanti pomeriggi di apertura al pubblico e non durante le festività da calendario rosso. Il numero di partecipanti al gruppo di visita è molto alto - circa venti o trenta persone - ma che nonostante gli spazi del Castello alquanto ampi, non permette di godersi al meglio ogni singolo affresco. La mancanza di educazione dei visitatore medio o del turista straniero sono una pecca in ogni situazione e per chi vuole far conoscere parte della storia di Italia ai più piccoli deve stare attento a non farsi calpestare piuttosto che seguire le interessanti spiegazioni della guida. Professionista con grande conoscenza della storia ma poco coinvolgente per le future generazioni che si ritrovano a sbuffare tutto il tempo. Un occasione persa a mio parere! 

Il Castello del Catajo non ha una zona di ristoro ma è ben attrezzata con macchinette del caffè e d'acqua oltre che servizi igienici adatti a tutte le esigenze. Ogni informazione supplementare è disponibile sul sito ufficiale che è stato anche un ottima fonte per questo mio articolo e che potete trovare cliccando → QUI mentre per raggiungere la location che si trova a Battaglia Terme si può percorrere l'autostrada A13 Bologna Padova uscita Terme Euganee e seguire le indicazioni per la cittadina termale oppure sulla S.S.16 Battaglia a meno di un km dall'uscita autostradale. Interessante è la possibilità di percorrere in biciclette parte del Parco dei Colli Euganei che viene denominato ciclabile E2 che con il suo percorso di 63 km permette di raggiungere tutte le località più importanti pedalando.

E prima di lasciarvi attenzione al fantasma che aleggia ormai da 359 anni tra le pietre del Castello del Catajo. La dama azzurra ovvero Lucrezia Obizzi, moglie di Pio Enea II, fu la protagonista di uno dei fatti più sanguinosi del 600 padovano. Vittima di un efferato omicidio passionale è un mistero che tiene con il fiato sospeso i visitatori nelle serate più tempestose. 


Alla prossima viaggiatori 

Sabrina






martedì 18 aprile 2017

Rustici di pasta sfoglia con wurstel ripieni alla crema di radicchio

Ricetta di Finger Food di oggi è 
Rustici di pasta sfoglia con wurstel ripieni alla crema di radicchio 

Archiviata la Pasqua (stranamente di sole!) e la gita fuori porta a Pasquetta, si torna alla normalità della vita quotidiana. I bambini a scuola, il marito al lavoro, la palestra con uno e il gioco sport con l'altra, la spesa e il mercato del venerdì dove finalmente si possono trovare verdure di stagione che, particolarmente adoro ed amo. La stagionalità di questo periodo offre oltre al cavolo e al carciofo anche l'asparago che della nostra zona è re - soprattutto verso il bolognese - mentre lasciamo al mese di marzo l'assaggio del radicchio o degli spinaci che nel loro piccolo rendono grande ogni pietanza. E se non vogliamo dimenticare questi sapori verdi una soluzione è quella di affidarsi a un vero e proprio Laboratorio di Conserve che riesce a selezionare la verdura e la frutta di stagione e a conservarle per i mesi successivi alla loro raccolta in comodi vasetti di vetro.

Non è la prima volta che vi parlo di Quattro Stagioni e della sua potenzialità come Laboratorio di Conserve e il quale potete assaggiare acquistando una #foodbox tramite il sito  Food Souvenirs ma questa volta lascio parlare le immagini. A confronto delle mie precedenti ricetti ho voluto mostrarvi con una foto - la prima che troverete scorrendo - come si preparano questi Rustici di pasta sfoglia che ho riempito con la crema al radicchio e del formaggio Montasio dolce. 

Preparando i rustici avvolti nella pasta sfoglia


Rustici di pasta sfoglia con wurstel

  • Ingredienti: 1 rotolo di pasta sfoglia, 8 wurstel di suino o di pollo, 8 pezzi di Montasio dolce, crema al Radicchio Quattro Stagioni, Olio Evo q.b.

  • Preparazione (facile facile):  stendete fin da subito la pasta sfoglia lasciandola riposare per alcuni minuti prima di tagliarla in spicchi. Ne risulteranno otto di media grandezza
  • Con un coltellino piccolo fate una incisione in ogni singolo wurstel e inserite prima la crema di radicchio e poi il formaggio Montasio che andrà a richiudere parte del taglio che avete formato
  • Avvolgete con la pasta sfoglia ogni singolo wurstel ripieno di radicchio e formaggio,  partendo dalla parte più ampia e arrotolando fino alla punta
  • Premete leggermente la punta e spennellate con un goccio di Olio di Oliva Extravergine 
  • Al forno per 10 minuti a 180 gradi 

Servire caldo caldo per un aperitivo tra amici o semplicemente per uno sfizioso momento di pausa in famiglia scegliendo sempre la qualità e la stagionalità dei prodotti. E con questa ricetta salutiamo i nostri amici di San Marino che ci hanno tenuto compagnia nelle settimane passate con i prodotti del loro Laboratorio Quattro Conserve e pensiamo già a cosa combinare per il prossimo fine settimana che si prospetta ricco di rilassanti gite fuori porta magari con i prodotti che vi ho appena presentato.

Alla prossima viaggiatori

Sabrina 





giovedì 13 aprile 2017

Rotolo alla composta di pere e arance al miele



Rotolo alla composta di pere e arance al miele 


Alzi la mano chi non ha un piatto o un dolce che proprio non gli riesce! Mano alzata! Io sono una di quelle persone che sbagliano un piatto e poi accantonano l'idea per anni per trovare finalmente il coraggio per ricrearlo nuovamente. Uno di questi è sicuramente il rotolo dolce che proprio non ne vuole sapere di venire in nessun modo ma demordere mai! E trovata finalmente la giusta consistenza e i giusti ingredienti, non mi appare più pauroso di qualche giorno fa. Il trucco sta nel mescolare a velocità sostenuta le uova con lo zucchero e così ho fatto: velocità massima della planetaria per ben dieci minuti di tempo e il risultato è una crema spugnosa e senza bolle d'aria. Dieci minuti di cottura al forno per una temperatura alquanto bassa (180 gradi) il risultato è stato di un colore dorato che non mi aspettavo. 

Rotolo dolce pronto per essere farcito con una confettura di pere totalmente naturale grazie all'aggiunta del solo zucchero di canna e del limone che è risultata assolutamente adatta all'impasto. Cento grammi di prodotto che ho avuto modo di provare grazie al Laboratorio Artigianale Quattro Stagioni, che in questo ultimo periodo è presente con le sue produzioni sul blog e che si conferma un ottima azienda. 
Legata alle tradizioni della propria terra e alla cultura tipicamente romagnola sammarinese, Quattro Stagioni, realizza i propri prodotti selezionando le materie prime sul territorio di provenienza e utilizzando solo ciò che offre la stagionalità dei campi per ricreare come si faceva un tempo , la stessa tecnica per conservarne ogni proprietà intrinseca. 
Una produzione tradizionale ma con un occhio alla moderna certificazione di qualità è il punto di forza del Laboratorio di Conserve
Tanto che FoodSouvenirs, che di cibo genuino  ne è vero esperto,   ha inserito nel suo catalogo la produzione di Quattro Stagioni permettendo così di poterne scoprire la potenzialità grazie alle originali #foodbox da regalare o da regalarsi con un occhio anche all'ecologia essendo assolutamente riutilizzabili una volta scartate.

E' giunto il tempo di tagliarci una fetta di rotolo alla composta di pere e arance ma prima di farlo, urge scrivere la ricetta e tra un morso ed un altro, troverete ogni passaggio per riprodurla anche voi. 







Rotolo alla composta di pere e arance al miele 
(la ricetta)

  • Ingredienti: 150 g Farina 00, 150 g zucchero semolato, 3 uova, 1 confezione di confettura alle pere Quattro Stagioni, 2 arance di media grandezza, 3/4 cucchiai di MielBio Rigoni di Asiago, 1 cucchiaio di latte, zucchero a velo q.b

  • Preparazione: montare le uova con lo zucchero utilizzando la planetaria o il frullatore alla massima potenza per almeno dieci minuti, fino al formarsi di una crema spugnosa ma senza bolle
  • Aggiungere la farina setacciata e mescolare partendo dal basso all'alto con una andatura lenta 
  • Versare la crema su una placca forno precedentemente rivestita con della carta apposita e livellare con una spatola creando un altezza di un centimetro
  • Cuocere al forno preriscaldato a 180° per circa 10 minuti
  • Ancora caldo rovesciatelo su uno strofinaccio leggermente inumidito e aggiungendo la composta di pere Quattro Stagioni, arrotolate con movimento delicato ed aiutandovi con lo strofinaccio
  • Lasciate raffreddare per circa 30 minuti a temperatura ambiente
  • Il rotolo dolce è pronto per essere decorato con le arance che avrete tagliato a rondelle dello spessore a piacimento e con il miele leggermente caldo
  • Quest'ultimo per essere utilizzato lo riscaldiamo in un pentolino con un goccio di latte e una volta che si è liquefatto, lo versiamo a pioggia direttamente sulle arance
  • Lasciamo passare qualche minuto e spolveriamo il rotolo con lo zucchero a velo


Siamo giunti alla fine di questa presentazione che ci ha permesso di conoscere un Laboratorio Artigianale di San Marino e di scacciare il timore verso una preparazione che fino a poco tempo fa era veramente ostica per me! E ovviamente i più attenti avranno anche notato che tra gli ingredienti c'è l'ormai immancabile Miele Rigoni di Asiago che si conferma un ottimo amico in cucina. Frutta o  miele di qualità senza l'aggiunta di zuccheri lavorati è il consiglio che offro a chi passa da queste parti anche solo per scorgere una ricetta .... 

Alla prossima viaggiatori 


Sabrina 



mercoledì 12 aprile 2017

Mini hamburger al limone e rosmarino con cipolle grigliate e salsa piccante habanero

Mini hamburger al limone e rosmarino con cipolle grigliate e salsa piccante habanero : penso che sia il titolo più lungo che abbia scritto su questo blog. Alla faccia della sintesi! Dal titolo sembra una ricetta difficile da assemblare ma in realtà è molto veloce se si possiede una piastra per grigliate casalinghe e avere un supermercato fornito di panini piccoli per gli hamburger. Il resto è tutta una questione di fantasia e di semplice manualità. Unico appunto e avviso che voglio farvi è sulla salsa Habanero: è veramente piccante! 

La salsa rossa con peperoncino della qualità Habanero è il terzo prodotto che ho avuto modo di provare scartando la #foodbox Amanti Piccanti di FoodSouvenir . Tre diverse varietà di peperoncino prodotte in tre diverse preparazioni (salsa, in confettura e sottolio) racchiuse in una scatola originale e di spiccato valore ecologico. La facilità di riuso della foodbox Cubuono con decorazioni shabby è un ottima idea regalo per sè stessi o per le persone a cui vogliamo dedicare i nostri pensieri. E se i peperoni grigliati che vi ho presentato nei giorni scorsi all'interno delle melanzane in carrozza o la confettura di fichi e viagra del Cile come antagonista del porridge di riso, erano leggermente piccanti, questa salsa è totalmente hot! 

Gli amanti del piccante saranno veramente soddisfatti con questa foodbox che vede tre prodotti al peperoncino provenienti dalla terra di Romagna, ed esattamente dalla campagna di Bellaria in provincia di Rimini, dove l'azienda Agricola Alba coltiva le sue varietà di piante. La passione per questa tipologia di piante provenienti da tutto il mondo, hanno reso i proprietari della azienda Agricola, dei veri esperti in questo campo.  

... e allora riscaldiamo la piastra e partiamo per una nuova ricetta molto hot! 




  • Ingredienti per 4 persone: 8 mini hamburger al limone e rosmarino*, 8 fette di provola dolce tagliata sottile, 1 cipolla rossa, salsa piccante Habanero Red Azienda Agricola Alba 

  • Preparazione: per praticità faccio preparare dal macellaio gli hamburger con le spezie che preferisco e la grandezza che mi piacerebbe utilizzare. In caso il vostro macellaio non disponga di questo servizio, i mini hamburger al rosmarino e limone si possono preparare in questo modo: utilizzando un coppa pasta piccolo andiamo a mettere al di sotto un pezzo di carta forno che tratterrà la carne che utilizzeremo e procediamo con il mischiare la carne macinata al rosmarino tritato e alla buccia del limone grattugiato finemente. Le proporzioni sono a seconda del gusto ma attenzione che sia il rosmarino che il limone in cottura aumentano il loro sapore e se ne abbiamo messo troppo, l'hamburger è troppo forte. 
  • Procediamo con incorporare la carne macinata con gli odori nel coppa pasta, premendo con le mani fino ad ottenere una altezza di mezzo pollice e procediamo così per tutti gli hamburger che ci servono in questa ricetta
  • Preriscaldiamo la piastra e andiamo a tagliare a fette sottili la cipolla rossa che andremo a grigliare insieme agli hamburger per una cottura di circa 8 minuti (tempo che varia a seconda dello spesso della carne macinata)
  • Tagliamo in due il mini pane e lo riscaldiamo sulla piastra aggiungendo solo alla fine le fette di provola dolce
  • Hamburger pronti, cipolla ben grigliata e pane riscaldato con formaggio filante possiamo assemblare i nostri mini finger food aggiungendo a freddo la salsa piccante Habanero Red


Birretta fresca e mini hamburger piccanti sono un ottimo finger food che si può preparare anche alcune ore prima di cenare o aperitivare, scaldando all'ultimo in forno ed aggiungendo a freddo la salsa piccante al peperoncino rosso. Come sempre potete trovare questa e tantissime altre ricette cliccando sulle etichette sotto il titolo oppure potete selezionare i prodotti da provare per le vostre sperimentazioni, sul sito di FoodSouvenir, il quale permette tantissime varianti di degustazioni a tema. E per qualsiasi informazioni i commenti sono aperti alle vostre domande e curiosità.


Alla prossima viaggiatori e buon appetito 

Sabrina 









martedì 11 aprile 2017

Lazise un incantevole borgo sul Lago di Garda

Lazise è un incantevole borgo che si affaccia sul Lago di Garda e che fa parte del versante veronese, di questo specchio d'acqua decantato dai maggiori poeti e scrittori italiani. Le sue origini risalgono al tempo dei romani, i quali gli diedero il nome ma che solo nel medioevo, grazie ad uno speciale diritto di pesca concesso dall'Imperatore, divenne uno dei centri commerciali tra i più ricchi di tutta la zona. L'impronta di stile medioevale la possiamo scorgere appena arriviamo all'esterno della zona fortificata, dove le alte mura erette dagli Scaligeri, fanno bella mostra in tutto il suo splendore. L'istantanea che si presenta all'arrivo è spettacolare: gli ulivi secolari che fanno da cornice a un prato di fiori colorati che si mischiano alle risate dei bambini che giocano nel parco sotto le alte mura di cinta. La possibilità di riposarsi nelle panchine all'ombra sotto gli alberi o di fare un picnic con un telo a terra, dimostrano come il turista sia coccolato in ogni sua esigenza.


immagine della struttura



Sia che scegliate di fare una vacanza nelle tantissime strutture ricettive - ci sono molti campeggi nella zona ma anche residence eleganti- sia che decidiate di fare una passeggiata la domenica mattina, questa cittadina offre ai suoi ospiti punti di ristoro molto variegati e negozi di abbigliamento che con le loro sedute esterne, rendono ancora più intrigante la visita. I parcheggi a pagamento (un pochetto cari per essere sinceri) permettono di lasciare la macchina e potersi godere appieno sia la zona del sottomura sia la parte interna che porta direttamente sul Lago di Garda. Entrando dalla porta centrale si viene accolti dai tipici vicoletti con un impronta spiccatamente medioevale dove le alte torri del Castello di Lazise, sembrano proteggere il visitatore mentre si incammina tra le sue stradine.


Uno scorcio della maestosità scaligera

Girovagando fra le stradine di Lazise possiamo visitare alcune chiese che sono risalenti al 1200 circa tra cui la particolare Chiesa di San Nicolò, che negli anni fu utilizzata come caserma, magazzino ma anche teatro e cinema. E che riesce con le sue possenti mura a lasciare all'esterno il vociferare dei visitatori a passeggio per i vicoli della cittadina fortificata. Lasciandosi la Chiesa di San Nicolò alle spalle e costeggiando la Dogana Veneta, la quale da quando è stata restaurata non è visitabile al pubblico tranne che durante le manifestazioni culturali, arriviamo al bellissimo lungolago che si apre alla vista del turista in tutto il suo splendore. Il panorama è magnifico ma va anche molto a fortuna. Una sensazione che a noi è stata negata dalla fitta foschia che non permette di scorgere Sirmione che si trova dalla parte opposta del Lago ma che in una giornata più serena, attirerà lo sguardo di ogni visitatore. 

Mare pulito e acqua cristallina

Cigni che beatamente si fanno coccolare


Dal piccolo porticciolo che troviamo affianco alla Dogana Veneta, vi è la possibilità di usufruire delle innumerevoli proposte per visitare il Lago di Garda sulle imbarcazioni turistiche e che durano a seconda del tragitto scelto da un minimo di un oretta a qualche ora ma che sono sicuramente un ottima occasione per visitare le isolette centrali che diversamente sono irraggiungibili. Una di queste è l'Isola di Garda che da aprile a ottobre offre uno scorcio incantato della dimora della Famiglia Borghese Cavazza, che tutt'oggi dimora al suo interno. Noi preferiamo rimanere a terra con i piedi e fare una passeggiata fra le bancarelle che fanno bella mostra nel lungolago mentre una manifestazione di modellini aerei, volteggia nell'aria disturbando leggermente i cigni che si coccolano al sole. Scegliamo di sorseggiare un caffè in un baretto più nascosto lasciandoci alla spalle il vociferare dei turisti per goderci appieno, le sensazioni che i vicoli ci presentano ai nostri sensi. Lazise è un borgo pulitissimo e che non permette agli incivili di sporcarla grazie ai servizi che offre ai proprio visitatori sia grandi che piccini. Una cittadina pensata per coccolare il turista e per renderlo protagonista di una nuova avventura di viaggio. Ci lasciamo così alle spalle le mura fortificate e usciamo dalla porta principale, sperando di visitare il Castello che ahimè! è chiuso al pubblico, essendo una residenza privata ma la nostra curiosità è tanta e facendo finta di essere tornata bambina, mi arrampico su una giostra, riuscendo a scattare una fotografia del suo interno. Dall'alto si scorge un bellissimo giardino ben curato che sembra avvolgere con i suoi prati verdi e fioriti, quella che è una residenza di una famiglia nobiliare della zona.


Alte cinte a merlo del castello



La nostra visita è ormai giunta al termine e il viaggio di ritorno ci attende ma torneremo sicuramente per visitare con il traghetto alcune interessanti itinerari che il Lago di Garda ci offre o per prendere la funivia che si arrampica fino a Monte Baldo dove un panorama sembra mozzare il fiato ai suoi avventori. Prima di salutarvi, oltre che consigliarvi di fermarvi in qualche ristorante tipico della zona dove la varietà di pesce di lago è innumerevole e gustosa per tutti i palati, alcuni consigli su come raggiungere questo borgo che potete anche richiedere presso il Punto Informazioni IAT Lazise tramite l'email iatlazise@provinciaveronaturismo.it oppure visitando il sito ufficiale della Provincia di Verona . 

Alla prossima viaggiatori 

Sabrina 





Per raggiungere Lazise*


In auto: 

- Autostrada A4 (Serenissima) Milano-Venezia ed uscire a Peschiera del Garda (informarsi prima delle possibili code che si formano per i parchi di divertimento presenti nella zona) 
- Autostrada A22 Brennero/Modena ed uscire ad Affi

In treno e autobus: 
Le stazioni ferroviarie più vicine a Lazise sono Peschiera del Garda (Vr), Desenzano del Garda (Bs), Rovereto (Tn), Verona e Brescia. 
Dalle stazioni ferroviari succitate funziona un servizio di autobus messi a disposizione da diverse compagnie di trasporti locali per raggiungere Lazise 



In aereo: 
Gli aeroporti più vicini a Lazise sono: l'Aeroporto Gabriele D'Annunzio di Brescia, l'Aeroporto Valerio Catullo di Verona e L'Aeroporto di Orio al Serio (Bergamo)










*informazioni dettagliate sul sito TuttoGarda sezione Lazise