I viaggi di Ciopilla I viaggi di Ciopilla - Food and Travel blog

venerdì 17 novembre 2017

Nidi di tagliatelle fritte con code di gambero in agrodolce e noci caramellate allo zenzero

La chiamano La Regina e sarà perchè la sua arricciatura particolare assomiglia molto ai capelli capricciosi di una reale sovrana ma in realtà, è un eccellente formato di pasta che anche dopo la cottura mantiene la sua particolare arricciatura. Sto parlando di La Mafalda, che dalla sua trafilatura in bronzo è uno dei prodotti che stiamo apprezzando e conoscendo in questi giorni della azienda produttrice Pasta Armando

Grazie a questa azienda che produce non solo la linea tradizionale di grano al 100% italiano ma anche integrale, ai legumi, al farro e gluten free, stiamo scoprendo e riscoprendo nuovi tipi di pasta e La Mafalda è una di queste. 

Adatta ai sughi di formaggio o di carne, abbiamo pensato di creare una ricetta diversa che ne esalti le qualità dei suoi ingredienti principali ma che possa anche avere una caratteristica di praticità nell'assaggiarla: nasce così l'idea di friggere le tagliatelle avvolgendole come nidi per accogliere il gambero  saltato con un miscuglio agrodolce e delle noci caramellate allo zenzero.

Vediamo insieme come è stato possibile friggere la pasta con una piccola premessa: può essere un ottimo svuota frigo !



Code di gambero in agrodolce e noci caramellate allo zenzero
Nidi di tagliatelle fritte con code di gambero in agrodolce e noci caramellate allo zenzero


Nidi di tagliatelle fritte con code 
di gambero in agrodolce e noci caramellate 
allo zenzero: la ricetta


  • Ingredienti: 10 pezzi di pasta tipologia La Mafalda Pasta Armando, 8/10 code di gambero già sgusciati e puliti, 4/5 gherigli di noci, olio di semi di girasole vari per friggere e sale q.b. 
  • Per la salsa in agrodolce occorrono: 1 cucchiaio di miele, 1/2 bicchiere di aceto bianco, 2 cucchiai e mezzo di salsa di soia , 1 cucchiaino di paprika in polvere, 1 cucchiaino di zenzero in polvere, 1 cucchiaio di olio di oliva extravergine.
  • Caramellare le noci occorrono: 2 noci di burro chiarificato, 1/2 cucchiaio di miele, 1 cucchiaino di zenzero in polvere. 

  • Preparazione: portare ad ebollizione l'acqua per cuocere la pasta nel formato sopra indicato e cuocete per il tempo necessario come da indicazione meno un paio di minuti. In questo caso La Mafalda andrà cotta per sei minuti a fronte dei suoi otto necessari per la giusta cottura al dente. 
  • Scolate la pasta e passatela sotto l'acqua fredda per fermare la cottura
  • Lasciate raffreddare e procedete con le code di gambero creando inizialmente la salsa in agrodolce. Mescolate la salsa di soia con l'aceto bianco, la paprika e lo zenzero in polvere e  per ultimi e l'olio di oliva extravergine.  
  • Fate saltare i gamberi con la salsa in agrodolce fino a quando non si è ritirata creando una pellicola appiccicosa in superficie e procedete con i gherigli di noci che andranno fatti saltare nel burro chiarificato insieme al miele, lo zenzero in polvere. 
  • Pronti tutti gli ingredienti andremo a friggere le nostre tagliatelle che nel frattempo si sono raffreddate.
  • Per questo procedimento è stato utilizzato un tegame alto con il quale si è  portato a temperatura l'olio di girasoli vari.  Arrotolate ogni singola tagliatella in una pinza alimentare tenendola chiusa e aprendola quando la pasta viene a contatto con l'olio da friggere. 
  • Se non avete una pinza alimentare potete utilizzare una schiumarola o un mestolo a fori grandi, andando ad appoggiare ogni singolo pezzo di tagliatella dopo avergli dato la forma di nido. Immergete nell'olio caldo e lasciate friggere togliendo il mestolo. 
  • Un paio di minuti da una parte e dall'altra togliete dall'olio e procedete in questo modo fino alla fine della pasta cotta. 
  • Asciugate le tagliatelle nella carta assorbente e servite su un piatto da portata aggiungendo al di sopra i gamberi e le noci caramellate. 

Nidi di tagliatelle fritte con code di gambero
Nidi di tagliatelle fritte con code di gambero



Sembra una ricetta difficilissima ma in realtà è molto facile da fare ed è altrettanto  da mangiare perchè essendo una singola porzione, si può utilizzare le mani per un finger food anche dell'ultimo momento. 
Ringraziando Pasta Armando per averci dato la possibilità di provare una tipologia di prodotto che non conoscevamo e ringraziando tutti voi per essere arrivati fino in fondo, vi diamo appuntamento alla prossima ricetta .... 


I viaggi di Ciopilla 
















mercoledì 15 novembre 2017

Passeggiando per il Lago di Braies in autunno

Ciopi: "Non pensavo che una vacanza in 
montagna potesse piacermi cosi tanto! " 





Iniziamo da capo. L'idea di base per trascorrere quattro giorni di riposo, i primi di novembre, era quella di partire (finalmente! ) per la Rassegna annuale Lucca Comics. Manifestazione che si tiene nella omonima cittadina toscana e che riguarda sia i cosplay che tanto amiamo ma anche e soprattutto il mondo dei fumetti. 
Ahimè! Nonostante il famoso sito per prenotare on line - Booking - fosse ben fornito di alloggi in zona, pochissimi facevano al caso nostro considerando l'affluenza di visitatori durante la manifestazione. 

"Ripiegare" sulla Val Pusteria è stato quasi un caso e, forse lo dobbiamo ai cookies che rimandano a vecchie ricerche ferme da anni in cronologia ma mai scelta fu più azzeccata. L'occhio cade su un alloggio nella zona residenziale della piccola cittadina di Dobbiaco, conosciuta particolarmente per le sue piste da sci ma che è un ottimo punto di partenza per chi vuole esplorare le Dolomiti sia attraverso passeggiate che lungo le piste ciclabili adatte a tutti. 

Scarpe da trekking, maglioni in pile e zaino pronto per le escursioni abbiamo stilato una piccola lista di cose da fare tra cui il  Lago di Braies - considerato meta ambita da moltissimi turisti e che vanta una galleria fotografica nei più conosciuti social media, e in particolare su Instagram.






Il lago che andremo a visitare è una formazione naturale e si trova a nord del Parco di Fanes- Senes - Braies delle Dolomiti e si è creato a seguito di una frana che lo ha reso il luogo ideale per escursioni, oltre che per vivere al meglio la natura. E' percorribile in tutta la sua ampiezza di 3,5 km senza difficoltà alcuna, salvo una piccola parte che arriva al massimo a un dislivello di circa 50 metri ma che grazie al corrimano è totalmente fattibile anche per il turista meno esperto.

Poteva mancare una leggenda per questo luogo incantato? Assolutamente no! Si narra infatti che, percorrendo in barca il centro del lago si possa entrare magicamente nel Regno dei Fanes, un popolo leggendario che viveva queste zone anticamente e che è sparito nei secoli a venire. Un suono di tromba e si viaggia attraverso leggende e incantati misteri. 







Seguendo le indicazioni che portano da Dobbiaco a Brunico, si raggiunge la zona facilmente e ci si può fermare lungo la strada a chiedere ulteriori informazioni presso l'Info Point di zona. 
Il lago è ben segnalato e ottimo il servizio di parcheggio a pagamento che dista a pochi metri dall'entrata che insieme a un negozietto di souvenir, un barettino con un ottimo strudel caldo e l'albergo Pragser Wildsee sono le uniche abitazioni che incontrerete durante il cammino. 

L'utilità di fermarsi presso il centro informazioni della zona vi permetterà di scoprire se l'albergo - ristorante o le malghe che partono dal lago, siano aperte nel periodo che avete deciso. 
Informazioni molto utili se volete mangiare qualcosa di tipico e passare alcune ore in completo rilassamento ma la zona è anche attrezzata con panchine e tavoli in legno per un eventuale pic nic, se preferite portarvi il necessario da casa. 






Esistono due modalità per percorrere il sentiero (contrassegnato con il numero 1) e la scelta varia a seconda della resistenza di ognuno di noi. La più facile è sicuramente quella che partendo da sinistra dell'albergo prosegue alla parte più alta del lago, dove il panorama è mozzafiato, e che grazie agli scalini e il corrimano permette una leggera salita più facilitata. 

Diversamente se volete invece faticare pochetto di più, proseguite verso destra - sempre partendo dall'albergo - e godetevi ugualmente le meraviglie che il lago offre addentrandovi in parte nella boscaglia. 

Noi abbiamo scelto quest'ultima che, oltre ad essere più tranquilla, porta al sentiero numero 14 e da li per un oretta di cammino in più a una  malga dove è possibile mangiare e sostare. Se la vostra scelta è questa e volete entrare nel vivo della tradizione tirolese informatevi sempre prima se il servizio è aperto. La stagionalità qui è molto importante e l'autunno è considerato bassa stagione. 





Continuando il nostro percorso attorno al lago e con un tempo di circa mezzora si giunge a metà del cammino ed esattamente dalla parte opposta della palafitta del noleggio barche. 
Oltre ad essere un luogo di riposo, grazie alla presenza di comode panchine in legno, potrete osservare come l'acqua del lago cambia colore a seconda della luce che filtra tra gli alberi e di come Croda del Becco e Punta della Quaira di Sennes che si trovano alle spalle, ne siano parte di questa meraviglia di sfumature.

La segnaletica - abituatevi a prestare attenzione alle indicazioni in legno che si trovano in tutta la zona perchè sono molto importanti per non perdersi-  avvisano gli escursionisti più esperti che si possono raggiungere le parti più alti di questa zona delle Dolomiti. Percorsi da veri esperti e che noi abbiamo evitato avendo i bambini al seguito!





Un altra mezzoretta di cammino e si ritorna alla metà. Interessante è sapere che nel periodo di maggiore affluenza e in particolare primavera/estate vi è la possibilità di noleggiare per 30 minuti o un ora una imbarcazione a remi per girare in piena solitudine tutto il lago ma potremo sembrarvi ridondanti, chiedete sempre all'Info Point. Il noleggio barca segue come le malghe presenti in zona la stagionalità e con le basse temperature è impossibile girare il lago essendo ghiacciato. 

Siamo giunti alla fine del nostro racconto e consiglio di escursione con un ulteriore apprezzamento per la gentilezza del gestore del piccolo baretto che oltre a offrire uno strudel veramente gustoso, ci ha permesso di scaldarci vicino al camino e la professionalità dei camerieri dell'albergo ristorante dove abbiamo divinamente mangiato a pranzo. 

In questo caso se pensate di usufruire del servizio ristorante dell'Hotel Pragser Wildsee - c'è anche la possibilità di avere un tavolo con vista lago - non è prevista la prenotazione ma i posti a sedere sono molteplici e non si spende nemmeno tanto. Ottimo servizio soprattutto nei confronti dei bambini che in tutta la zona della Alta Pusteria sono serviti e riveriti come degli adulti. 

Sperando che questo nostro consiglio su come vivere il Lago di Bries in autunno sia di gradimento per ognuno di voi che passate di qua, non esitate a chiederci informazioni con un commento o mandando un email a I viaggi di Ciopilla

Saremo ben lieti di rispondervi nel minor tempo possibile e nel miglior modo che noi conosciamo ! Con il sorriso 😄

Alla prossima 

Sabrina - Davide - Ciopi e Mattia 




 Booking.com

martedì 14 novembre 2017

Angy Pendrake "I leggendari. Le Porte di Avalon"

Mio figlio Mattia, il mio quasi tredicenne, ha una grande passione: leggere libri fantasy ed io come madre, non posso che essere orgogliosa di avergli passato questa bellissima abitudine. E non posso che essere anche felice quando invece di chiedermi di andare in sala giochi o nei negozi di elettronica dove vendono i videogames, mi trascina nel reparto libri per ragazzi. Ed oggi insieme a lui vorrei consigliarvi un libro della serie fantasy young adult edito dalla casa editrice Edicart e scritto dalla newyorkese Angy Pendrake dal titolo I leggendari. Le porte di Avalon.



I Leggendari - Le porte di Avalon di Angy Pendrake
I Leggendari - Le porte di Avalon di Angy Pendrake 



Mettetevi comodi con una spremuta di melograno offerto gentilmente da nonno Claudio e passate un pomeriggio con noi alla scoperta di nuovi eroi che devono affrontare le paure della propria vita con un coraggio unico, dove il bene e il male sono in continua lotta a colpi di avventure fantastiche. 

Unitevi a Merlino alla ricerca dei discendenti degli eroi delle antiche leggende di tutti i tempi e non vi meravigliate se incontrerete gli eredi di Robin Hood, Lancillotto ma anche di Ercole, Achille o Ulisse perchè nel ritrovato castello di Avalon, la storia si ripete e diventa ancora più avventurosa. 

Il Castello dei Leggendari, rifugio e dimora di Myrddin ovvero Merlino, si trova sull'Isola di Avalon, in un mondo parallelo, accessibile solo ed esclusivamente dopo aver ricevuto la lettera di invito da parte dell'Accademia degli Eroi Leggendari ma soprattutto, dopo aver superato le dure selezioni del mago.

Solo nel Castello di Avalon, i giovani eredi dei più coraggiosi eroi d'altre epoche, scopriranno la loro Eredità tra cui quale antenato leggendario vive in loro ma non tutto è così bello come possiamo immaginare. Eh no! I protagonisti di questa avventura dovranno affrontare i loro demoni, le loro paure, i punti deboli per poter riconoscere e coltivare le doti particolari che hanno ereditato. 
E sarà nel Castello che potranno studiare e approfondirle in una ambientazione medioevale e con la presenza di elementi della tecnologia moderna. Potranno cimentarsi in duelli con la spada, combattimenti a cavallo, giostre e tornei ma anche arti marziali, difesa degli incantesimi e della estrema concentrazione. 



I Leggendari - Le porte di Avalon di Angy Pendrake
I Leggendari - Le porte di Avalon di Angy Pendrake 


"Il sogno, più o meno, è sempre lo stesso. E' l'alba e sto nuotando 
in un lago. O almeno penso che sia un lago" [...] 


Inizia così il romanzo fantasy - I leggendari Le porte di Avalon - che ha conquistato tutti nella famiglia de I viaggi di Ciopilla con serate ricche di dibattiti su quale fosse il protagonista con il maggior fascino o il percorso più emozionante. 
Sarà stato il coraggio di Angy Pendrake? La protagonista e autrice del romanzo, che con la sua passione per i giochi di ruolo e il fantasy  o la figura senza tempo di Myrddin? Il mago druido, costretto  a una continua prigionia per colpa di Viviana. Oppure è proprio la figura indecifrabile della dama del lago che per uno strano gioco di misteri impedisce a Morgana di mettere in atto i suoi piani? 
Non è facile da che parte stare perchè il gruppo di protagonisti  con i loro lati positivi e i loro eterni conflitti interiori, affronteranno ognuno a proprio modo ma sempre uniti in una grande squadra, il duro compito di combattere i prepotenti, difendere i deboli e di salvare il mondo.

I leggendari - Le porte di Avalon ci piace perchè tratta i temi dell'avventura con un occhio particolare verso la crescita personale, l'affrontare le proprie paure e viverle con estremo coraggio anche nelle piccole vicissitudini quotidiane ed è questo il motivo per cui il romanzo, adatto ai giovani adulti, ci è piaciuto molto. Tra i temi trattati un occhio di riguardo va al tema attuale che coinvolge i nostri ragazzi ovvero il bullismo. Un argomento che l'autrice - Angy Pendrake -ha voluto affrontare dichiarando che nonostante il romanzo non sia l'ambito più adatto per parlarne: 


"È importante reagire nel modo corretto al bullismo: parlando, rompendo il silenzio, la paura, l’omertà dei compagni che tante volte sanno e tacciono. E poi, ovviamente, la scuola e le famiglie devono agire nel modo più corretto nei confronti di entrambi, vittima e bullo.
Pensiamo che la lotta al bullismo debba iniziare molto presto, a casa e a scuola,attraverso l’esempio, insegnando il dialogo, il rispetto delle differenze e la solidarietà verso chi è più debole. Nella prevenzione di questo fenomeno, è molto importante anche lavorare con i ragazzi sulle loro emozioni, positive e negative, e aiutarli a costruire giorno per giorno una sana autostima." 


E non vediamo l'ora di poter leggere i titoli che ne seguiranno per poter scoprire pagina dopo pagina quali avventure siano stati coinvolti i nostri Eroi Leggendari e poter condividere insieme a voi, cari lettori del blog, ogni singola impressione. 

Che dite leggiamo insieme i prossimi titoli? 


Sabrina e Mattia 

(Ciopi e Davide) 










lunedì 13 novembre 2017

Biscotti farina di castagne e cacao amaro

Biscotti farina di castagne e cacao amaro è la ricetta che questo mese partecipa alla bellissima iniziativa delle foodblogger di #Progettoblog e che vede nelle castagne, l'ingrediente in comune che abbiamo scelto insieme.
Una scelta difficilissima che ha permesso nel giro di nemmeno un minuto di scegliere quale sarebbe stato il tema principale di novembre e I viaggi di Ciopilla hanno pensato a utilizzare sia la farina di castagne che il cacao amaro in una variante di biscotti che dall'aspetto assomigliano molto agli amaretti.Prova superata? Lascio a voi la decisione ! 

Scorrete sotto sotto troverete sia la ricetta dei Biscotti farina di castagne e cacao amaro che l'elenco delle meravigliose colleghe che partecipano all'iniziativa. Un modo alternativo per scoprire nuove e interessanti realtà. E seguite sempre l'hashtag #lingredienteincomune così da non perdere nemmeno una ricetta o un evento legato a questo progetto. 




Biscotti farina di castagne e cacao amaro
Biscotti farina di castagne e cacao amaro



Biscotti farina di castagne e cacao amaro



  • Ingredienti: 100 g farina di castagne, 50 g farina di Kamut, 50 g cacao amaro in polvere, 1 uovo, 120 zucchero, 60 g burro a temperatura ambiente, 1 bustina di lievito vanigliato, 1 pizzico di sale, 1 cucchiaio di zucchero di canna per la decorazione finale. 


  • Preparazione: amalgamiamo il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e aggiungiamo l'uovo, prima di passare alle farine che andranno ad unirsi poco alla volta. 
  • Prima di procedere con l'aggiunta graduale delle farine e del lievito, è consigliabile setacciarle prima. Aggiungiamo la polvere di cacao e il pizzico di sale. 
  • Formiamo così un impasto morbido ma ben compatto e andiamo ad avvolgerlo nella pellicola, lasciandolo riposare in frigorifero per un oretta. 
  • Stendiamo un velo di farina sulla spianatoia e dividiamo l'impasto in tante piccole parti uguali, formando successivamente delle piccole palline che andremo a adagiare su una placca da forno dopo averla ricoperta con l'apposita carta. 
  • Con il pollice premiamo leggermente al centro di ogni pallina, spingendo verso il basso e creando un piccolo cratere che  cospargeremo di zucchero di canna. 
  • Al forno per circa 20 minuti alla temperatura di 160 gradi e i biscotti sono pronti per essere assaggiati dopo averli raffreddati per un oretta. 



#lingredienteincomune del mese di Novembre: le castagne
#lingredienteincomune del mese di Novembre: le castagne 



Dopo aver scritto con questa ricetta partecipo all’iniziativa l’ingrediente in comune con altre blogger del gruppo Facebook "Progetto blog": vi invito a dare un occhiata alle loro ricette 



Categoria Primi Piatti:




Categoria Dolci:


Categoria Illustrazioni

  • Alessandra Fragiacomo Illustrazione - Omonimo blog - Food Sketching 

                                      Categoria Salute e benessere





giovedì 9 novembre 2017

Cotoletta di soia al limone e finocchio

Cinque giorni di vacanza in montagna e l'ago della bilancia è schizzato alle stelle! Ci siamo divertiti veramente tanto tanto, abbiamo camminato ancora di più e soprattutto abbiamo mangiato cose buone, sane e genuine ma il girovita si è anche allargato. Niente paura! Ci organizziamo per pranzi e cene leggermente più leggerini tornando così a regime alimentare completo e sano allo stesso tempo. E se anche voi avete sgarrato sull'alimentazione, per un motivo o per l'altro, seguitemi in questa ricetta sana della  cotoletta di soia al limone e finocchio! 

La prima cosa che ho fatto è stato quello di tirare fuori dal freezer la confezione di cotolette di soia prodotte e confezionate da Amica Natura e che fanno parte della linea specifica per vegetariani e vegan denominata Veggie.

Alimenti che permettono di mangiare in maniera gustosa verdure, cereali e legumi e che insieme a una attività fisica sono gli elementi base per essere più vitali e in forma. Insieme alla facilità di utilizzo di ogni singolo prodotto, il gusto è un altro buon motivo per scegliere questa marca. 



Cotoletta di soia al limone e finocchio
Cotolette di soia al limone e finocchio


  • Ingredienti: cotoletta alla soia Amica Natura Alcass, 1/2 limone e altrettanto succo, 1/2 finocchio, paprica, sale rosa grosso, cumino, olio Evo q.b. 1 noce di burro, 1/2 bicchiere di succo di melograno. Pepe a piacere. 


  • Preparazione: in una padella antiaderente fate sciogliere il burro con un goccio di olio Evo aggiungendo sia il sale grosso rosa e il cumino,   la paprica e il succo di melograno.
  • Direttamente dal freezer, scartate la confezione di Cotoletta di soia e passatela in padella per circa 2 minuti per lato. Aggiungete solo in ultimo il succo di limone.
  • Pulite e lavate il finocchio creando una base dove andrete ad appoggiare la cotoletta di soia e condite con un goccio di limone rimasto, sale e pepe a piacere. 
  • Adagiate la cotoletta e a piacere aggiungete i semi del melograno.
  • Servire e gustare 




Come avrete notato la ricetta è facilissima da fare ma è grazie ai prodotti di Amica Natura che permettono a chi ha pochissimo tempo ma non vuole rinunciare al gusto e al sano, di gustare pietanze complete per la propria dieta. Un idea diversa e alternativa alla solita pietanza serale o per un pranzo leggero!


Alla prossima viaggiatori 


Sabrina 



martedì 7 novembre 2017

Per non dimenticare: Diga del Vajont - Percorso Coronamento


Per non dimenticare: Diga del Vajont - Percorso Coronamento
Per non dimenticare: Diga del Vajont - Percorso Coronamento 


Scrivere questo consiglio di viaggio non è molto facile per me e non penso nemmeno sia facile per chiunque si appresti a leggere la storia della più grande catastrofe ambientale e umana avvenuta in Italia e nel mondo. Una tragedia annunciata e che per questo motivo ha tutti i diritti per essere ricordata a partire dalla sua storia e visitando i luoghi dove è avvenuta. Oggi vorrei parlarvi della Catastrofe del Vajont e della possibilità di non dimenticare percorrendo il Coronamento della Diga attraverso le visite guidate organizzate dalla Pro Loco di Erto e Casso, Longarone e il Vajont. Un percorso di storia della memoria che viene magnificamente raccontato dalle Guide Naturaliste.

Geograficamente parlando ci troviamo nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e precisamente nella zona delle dolomiti friulane, dove alla fine degli anni '50, viene suggerito alla azienda privata SADE di utilizzare la stretta forra del fiume del Vajont per creare un bacino artificiale. La realizzazione di una diga, denominata a doppia curvatura, dell'altezza di ben 265 metri è considerata la più alta del mondo. Tantissime sono state le segnalazioni a riguardo di un possibile disastro ma la mancanza di adeguate misure di protezione della popolazione della valle sottostante ne ha reso una catastrofe annunciata. Cattiva gestione del rischio, ottimismo inutile del prima e del dopo ma anche una pessima gestione dell'emergenza, ha portato per decenni un disagio enorme per la popolazione oltre che un tributo di vite umane indescrivibile. 


Per non dimenticare
Per non dimenticare: Diga del Vajont 



Visitare il Coronamento della Diga del Vajont per capire cosa esattamente sia successo il 9 ottobre 1963 è stato il mio (il nostro) modo per non dimenticare e insieme lo abbiamo voluto ricordare il giorno della Ricorrenza dei Morti, recandoci appositamente in zona, dove abbiamo potuto prenotare una visita con guida della durata di circa 50 minuti. 
Parcheggiare è abbastanza facile, grazie a tre spiazzi non molto distanti dal Centro Visite di cui uno con la presenza di bagni attrezzati e una stradina che scende verso la biglietteria. Entrambi i parcheggi sono a pagamento con un ticket orario e la sosta al bagno costa 50 centesimi a persona. Una scelta discutibile quest'ultima ma la pulizia e l'ambiente ben tenuto devono essere in qualche modo sostenuto. 


Diga del Vajont - Percorso Coronamento
Diga del Vajont - Percorso Coronamento 


Differente è la questione pagamento biglietto di ingresso che al prezzo di 5 euro (i bambini sotto i 6 anni non pagano), permette di percorrere a piedi il coronamento della diga (andata e ritorno) con l'assistenza e le illustrazioni, fornite da una guida esperta. Un racconto della memoria  con l'obiettivo di far conoscere la storia del presente per comprenderne il passato. Capire insieme come una parte del Monte Toc sia collassato a valle provocando una frana di 300 milioni di metri cubi alla velocità di 65 km/ora e nel giro di soli 40 secondi. Immaginare insieme come il movimento di ben 48 milioni di metri cubi di acqua si siano trasformati nella furia cieca di un onda dell'altezza di ben 80 metri che ha investito gli insediamenti attorno e come un ulteriore onda di 170 metri abbia scavalcato la diga, precipitando a valle e cancellandone gli insediamenti sottostanti. 


Diga del Vajont: la valle e Longarone



Longarone, la piccola comunità di agricoltori tradizioni, fu spazzata via dalla seconda onda e con lei la vita di ben 487 bambini e ragazzi sotto i 15 anni. Un tributo di  vite umane - in totale se contiamo anche gli operai presenti durante la frana il conteggio è di circa 1917 - troppo alto per una piccola cittadina che della sua valle ne era innamorata e in cui credeva per poter avere una esistenza semplice ma dignitosa. Una comunità che ha dovuto fare i conti non solo con la morte, ma anche con le istituzioni che ne sopravvalutarono il rischio prima e soprattutto dopo la catastrofe. 
Una causa penale e una causa civile durata per anni,  vengono raccontate dalla Guida Naturalista delle Dolomiti che ci accompagna lungo il Coronamento e che mostrandoci con fotografie, iconografie e il paesaggio di quello che la frana provocò nella zona circostante, ci fa riflettere per non dimenticare. 

Per chi vuole approfondire ulteriormente la conoscenza senza fermarsi alla sola Diga, può visitare la cittadina di Casso. La comunità delle Prealpi bellunesi che sorge ad una altezza di circa mille metri e che, è stata miracolosamente risparmiata dalla prima onda di ottanta metri con un conteggio di "solo" due vittime mentre se si vuole scendere a Longarone, nella vallata si può  visitare il Museo dedicato alla tragedia che è affianco al Cimitero monumentale di Fortogna a pochi minuti di macchina dal centro abitato.

Il nostro viaggio è proseguito oltre la Diga del Vajont e con sensazioni uniche che, ad oggi che scrivo mi stringono lo stomaco in una morsa di dolore. 
La guida cartacea, che viene fornita durante la visita, consiglia di non intraprendere il percorso se si soffre di vertigini o di attacchi di panico ma nonostante non soffra nè dell'uno nè dell'altro, per un attimo ho avuto la sensazione di barcollare. Non è stata l'altezza o il camminamento sospeso ma il dolore provato per le millenovecento vittime che si potevano evitare e che sono state sacrificate per uno scopo subdolo come l'arricchimento di denaro. 

Prima di lasciarvi e salutarvi, vi consiglio di visitare il sito ufficiale Parco Dolomiti Friulane dove potrete trovare ogni informazione oltre che le date in cui è aperto il Centro Visite, in quanto durante il periodo invernale viene chiuso ai visitatori. 

Alla prossima 

Sabrina, Davide, Ciopi e Pippo 








lunedì 30 ottobre 2017

Frisella al grano saraceno con burger ai legumi e peperonata


Programmare? Giammai! Mi rifiuto di programmare ogni qualsiasi cosa! Eh si che io sono una persona che deve tenere tutto sotto controllo e la mia agenda è la dimostrazione di questo maniacale comportamento ma quando si tratta del lavoro sul blog, non ci riesco. Non riesco proprio a pensare più in là di un paio di giorni e non riesco nemmeno a pensare che da qui a un tot di settimane c'è una festa o una ricorrenza che mi metta nelle condizioni di programmare un articolo o una ricetta. Perchè vi racconto questo? Semplicemente perchè oggi vi volevo parlare di un libro ma ne è uscita una ricetta firmata Amica Natura di Alcass. In realtà questa preparazione è nel mio archivio fotografico ormai da alcune settimane e chi mi segue sulla pagina di Facebook (se non avete il like questa è l'occasione giusta cliccando QUI) sa per certo che l'avevo già mostrata in anteprima ma non avevo ancora avuto modo di presentarvela. 
Fatto sta che stamattina mi arriva una email in cui mi chiedevano se avevo un idea deliziosa da proporre ai loro fans e non me lo sono fatto dire due volte scrivendo la ricetta della Frisella al grano saraceno con burger ai legumi e peperonata. 

La tipologia di pane utilizzato - in questo caso la frisella al grano saraceno - la conoscevo già da tempo e posso dire altrettanto della peperonata che sulla mia tavola è alquanto richiesta ma inaspettati sono stati i burger di legumi
Una vera sorpresa di gusto e anche di praticità essendo pronti nel giro di pochi minuti e direttamente dal freezer. Chi mi legge sa che preferisco di gran lunga i prodotti di stagione e quelli freschi ma non sempre il tempo permette di stare ore ai fornelli e mi capita di ricorrere ai surgelati con un occhio di riguardo per ciò che acquisto. In questo caso mi fido e mi affido di Amica Natura Alcass che del mondo dei surgelati è la migliore azienda che ci sia in circolazione. 

Bando alle chiacchiere e vediamo insieme come ho preparato la ricetta che vede protagonisti i burger di legumi.



Frisella con burger ai legumi e peperonata
Frisella con burger ai legumi e peperonata

Frisella con burger ai legumi e peperonata

  • Ingredienti per 2 persone: 4 friselle al grano saraceno, 4 burger legumi Amica  Natura Alcass Linea Veggie, 1 peperone giallo, 1 peperone verde, 1 peperone rosso, 1 scalogno, 1 spicchio di aglio, paprica dolce q.b. sale q.b olio extravergine di oliva q.b. 1/2 bicchiere di acqua 




  • Preparazione: lavare accuratamente i peperoni, tagliarli in quattro parti e scavare con un coltellino la parte centrale dove si trovano i semini che li rendono amari. Tagliare i peperoni in striscioline di ugual misura. 
  • Pulite e tagliate a cubetti lo scalogno e l'aglio che andranno a soffriggere in una padella antiaderente insieme a un cucchiaio e mezzo di olio Evo. Fate soffriggere rigirando ripetutamente per non bruciare l'aglio e aggiungete i peperoni con un pizzico di sale. 
  • Saltate i peperoni a fuoco basso, aggiungendo in caso parte del mezzo bicchiere di acqua, lasciando evaporare lentamente e con l'aiuto di una forchetta sentite se si sono ammorbiditi o se necessitano di ulteriore acqua per la cottura. 
  • Una volta che i peperoni si sono ammorbiditi e l'acqua ritirata aggiungete la paprica direttamente nel sughino che si è formato e spegnete lasciando raffreddare la peperonata.
  • A questo punto dedicatevi ai burger di legumi, semplicemente tirandoli fuori dal freezer, togliere il cartone e l'involucro di plastica, adagiandoli su una padella antiaderente pre riscaldata con un filo ma filo di olio Evo. Cuocete un paio di minuti per lato fino a cottura ultimata e salate leggermente solo a fine cottura. 
  • Le friselle hanno bisogno di essere ammorbidite prima di mangiarle e dopo averle adagiate su un piatto da portata, versate su ognuna, un goccio di acqua mista a olio Evo. Il pane assorbirà del tutto l'acqua e a quel punto appoggiate sia il burger di legumi che la peperonata leggermente calda con relativo sughetto che si è formato. 
  • Servire e .. gustare! 




Ringraziando come sempre Amica Natura Alcass che mi ha dato la possibilità di gustare provando i loro prodotti della nuova linea Veggie e ringraziando anche tutti voi per avermi seguito fino a qui, vi lascio e alla prossima ricetta.

Sabrina