I viaggi di Ciopilla - Food and Travel blog

giovedì 22 giugno 2017

Bruschetta arrabbiata al tartufo con bresaola: Number One!!

Alzi la mano chi almeno una volta nella vita, non sia caduto nella tentazione di farsi un pezzo di pane con del pomodoro sopra e magari anche una fogliolina di basilico? La bruschetta ha origini contadine e possiamo considerarlo un ripiego per il pane raffermo e le cui origine totalmente italiane lo collocano nella provincia romana, da cui prende principalmente il nome: brusco ovvero abbrustolito. La bruschetta è un pane abbrustolito strofinato con la testa dell'aglio e un goccio di olio d'oliva extravergine che ormai è diventato in molti locali un vero e proprio antipasto o un simpatico intermezzo tra il pranzo e la cena negli aperitivi di tutto il mondo. 

Esistono tantissimi modi per condire il pane abbrustolito e a seconda della zona di provenienza, l'usanza è diversa :  io per esempio l'ho conosciuta da un amico campano che oltre a strofinarci sopra l'aglio, ha l'abitudine di servirla con dei pomodori tagliati a pezzetti ed foglie di basilico oppure gli amici toscani sono abituati a servirla con carne o salsiccia. 

E dalla Toscana arrivano i prodotti che vorrei proporvi oggi e che ho avuto modo di provare, grazie alla azienda livornese Number One Tuscany. Azienda che seleziona accuratamente ogni singolo prodotto, per far conoscere le eccellenze della terra madre della lingua italiana  in tutto il mondo. 
I prodotti selezionati - frutta e verdura - sono coltivati in base alla stagionalità e al terreno con un occhio particolare alla coltivazione di tipo organico, con una raccolta manuale a maturazione naturale compiuta. La produzione è artigianale e frutto delle sapiente mani di cuochi e agricoltori che credono nella propria terra con la sapienza della propria tradizione. 


Confetture e marmellate, sughi pronti e Olio Extravergine di Oliva sono i prodotti che Number One Tuscany offre alla sua clientela attraverso il negozio on line ricco di informazioni e dal sicuro impatto visivo. Una vetrina di eccellenze toscane che fanno venire fame solo a guardarle! E tra le tante offerte che si possono acquistare, il nostro pancino ha avuto modo di provare la bruschetta piccante  e il crostino toscano al tartufo su un pezzo di pane abbrustolito e una fetta di bresaola. Assolutamente unici e da leccarsi i baffi. 

Bruschetta arrabbiata al tartufo con bresaola
Bruschetta arrabbiata al tartufo con bresaola

Bruschetta arrabbiata al tartufo con bresaola
Bruschetta arrabbiata al tartufo con bresaola


Il vasetto da 390 grammi di bruschetta piccante è ottimo per condire tantissimi pezzi di pane abbrustolito ma anche condirci la pasta - non ho resistito e aggiungendo due foglioline di basilico, ho servito un piatto di spaghetti alla famiglia per pranzo - e il piccante del peperoncino aggiungo (abbiamo una traccia del 0.21%) è assolutamente adatta anche a chi questa tipologia di gusto non piace. Non è molto forte e può essere ben tollerata. Servirla con una fetta di bresaola e una punta del crostino toscano al tartufo è un ottima alternativa alla solita bruschetta tradizionale per chi non vuole cadere nell'ovvio. 

Nei prossimi giorni sarà mia premura presentarvi altri prodotti che si possono acquistare sulla piattaforma di Number One Tuscany e alla quale vi invito a visitare sia per rifarvi gli occhi ma soprattutto per acquistare i loro squisiti prodotti. Cliccando sul loro sito potete entrare nel mondo della cucina e della gastronomia toscana direttamente dalla porta principale. 

Ringraziando l'azienda per aver dato modo di provare i loro prodotti assolutamente squisiti e dal gusto unico, saluto i visitatori del blog e vi saluto alla prossima ricetta 


Sabrina









mercoledì 21 giugno 2017

Carpaccio di polpo con patate e pomodori in salsa alla menta

Il carpaccio di polpo con patate e pomodori in salsa alla menta è un piatto raffinato e leggero, velocissimo da preparare e ideale da gustare nella stagione estiva. E quando il caldo si fa pesante la voglia di gustare un piatto leggero e rinfrescante è un obbligo. 

Esistono tantissimi modi per preparare il carpaccio di polpo: partendo dal prodotto fresco che deve essere prima pulito, sbollentato, compattato e lasciato fermo per un piccolo periodo di tempo e ... lo confesso! Mi sono stancata solo a scriverlo figurarsi se mi metto con caldo che è arrivato a fare tutti questi passaggi. Faccio prima ad acquistarlo già pronto e pure già affettato, in comode vaschette da 80 grammi in uno dei negozi di eccellenze toscane che conosco e a cui affido la mia spesa mensile ovvero Bottegheria

Il carpaccio di polpo si presenta in una comoda vaschetta con le indicazioni sulla provenienza (ovvero Messico) e i suoi componenti come il sale ma soprattutto con la dicitura di pesce cotto e ricomposto. La mancanza di glutine, di uova e dei suoi derivati, oltre che di frutta e gusci, senza arachidi o derivati mi mette nella posizione di poter utilizzare questo prodotto in estrema sicurezza considerando un eventuale allergia* e la possibilità di conservazione che si attesta attorno ai 45 giorni con prodotto integro (ovvero non forata la pellicola di contenimento) come un alimento che si può acquistare e utilizzare senza avere fretta. E a questo punto vista l'ora partirei con una bella ricettina facile e veloce che potete trovare dopo la foto ↓



Carpaccio di polpo con patate e pomodori in salsa alla menta
Carpaccio di polpo con patate e pomodori in salsa alla menta


  • Ingredienti per 2 porzioni : 1 vaschetta di carpaccio di polpo (80 grammi) , 2 pomodori da insalata, 2 patate bollite, 3 cucchiai di olio di oliva extravergine, 1 cucchiaino di maionese, foglie di menta e un ciuffo di erba cipollina, sale grosso rosa, 1 spicchio d'aglio.

  • Preparazione: prima di procedere con il carpaccio di polpo il giorno prima ho voluto creare la salsina che lo avrebbe accompagnato e che consiste nei tre cucchiai di olio di oliva extravergine, foglioline di menta (lavate ed asciugate con carta assorbente da cucina), cucchiaino di maionese, erba cipollina (lavata e asciugata con carta assorbente da cucina) e lo spicchio dell'aglio. Riporre la salsina in frigorifero coperta con una pellicola almeno per una giornata intera. 
  • Con la salsina pronta e ben amalgamata possiamo togliere lo spicchio d'aglio, la menta e l'erba cipollina e procediamo con lavare il pomodoro, tagliarlo a fettine e con le patate - precedentemente bollite in acqua calda e salata - cercando di tagliarle a rondelle
  • Impiattiamo procedendo con un pomodoro, una patata e un pezzo di carpaccio di polpo fino al completamento degli ingredienti. 
  • Saliamo con il sale grosso e abbelliamo con la menta e l'erba cipollina tagliata a pezzettini 
  • Finiamo il piatto con la salsa alla menta come condimento e servire in tavola fresco fresco


Ringraziando Bottegheria per avermi permesso di provare il loro squisito e freschissimo carpaccio di polpo, in comodissima vaschetta e già pronto ad essere consumato, scappo a mangiarlo prima che arrivi il resto della famiglia sempre più golosa delle eccellenze toscane.

Alla prossima ricetta

Sabrina 










martedì 20 giugno 2017

Il Birrificio di Como: produzione di qualità della birra artigianale

Capita spesso di chiacchierare nelle fiere eno gastronomiche della qualità della birra artigianale che negli ultimi anni sta avendo un successo inaspettato e capita ancora più frequentemente di trovarsi a discutere su quale sia il Birrificio di questo settore che possa vantarsi di avere una produzione di vera qualità. In molti mi parlano di un locale in Lombardia dove la qualità va a braccetto con il gusto che si chiama Il Birrificio di Como



Il Birrificio di Como: produzione di qualità della birra artigianale
Il Birrificio di Como: produzione di qualità della birra artigianale


E siccome io sono curiosa come una faina in amore, ho rigirato la frittata agli amici, conoscenti e colleghi che avessero avuto modo di passare per Como e sostare per una serata all'interno di questo locale, scoprendo che si tratta del recupero molto accurato di una prestigiosa area industriale tessile dei primi del 900 ma soprattutto che l'offerta della loro ristorazione è molto vasta e copre tutti i livelli di pubblico. Una capienza di 1.200 posti a sedere con un ampio giardino esterno che possiamo trovare in una zona che collega il centro (ci troviamo in via Pasquale Paoli) e che è aperto dal 2004, mi porta solo sensazioni piacevoli. E se la location è ottima e sembra anche l'offerta culinaria ciò che mi interessa principalmente è la birra artigianale e i dati che mi vengono forniti sono veramente da urlo: ben 150 mila litri di produzione. 




La maggior parte è somministrata alla spina all'interno del locale (ed è uno dei modi che preferisco per gustare una vera birra) ma una buona parte viene venduta anche in bottiglie da asporto. A differenziare la produzione è sicuramente il processo in cui viene lavorata ovvero il procedimento manuale che viene eseguito interamente dal Mastro Birraio Andrea Bravi

Ci troviamo così di fronte ad una birra fresca, non filtrata e non pastorizzata ma soprattutto è l'impiego di ingredienti genuini, selezionati accuratamente in una continua ricerca ed inventiva del Mastro Birraio, a renderla unica. 


Se hanno convinto me con i racconti legati a uno dei Microbirrifici più consolidati del circuito artigianale, volete che io non riesca ad essere da meno e accompagnarvi verso il loro shop on line? Giammai! E allora andiamo insieme a curiosare sul loro sito e scopriamo un e-commerce intrigante, ricco di storia e di prodotti di qualità che sono frutto di una ricerca del meglio in fatto di birra artigianale e le cui spedizioni sono esclusivamente rivolte a tutta l'Italia. E mentre voi ci pensate su cosa ordinare io mi sbizzarrisco tra una Marylin e una Roxanne oppure è meglio puntare su una Breva ... ma nooo! Puntiamo tutto su All Black insieme a una N.10 e una Super Weiss !

Siete ancora qui? Io aspetto il corriere per godermi una rinfrescante birra artigianale spedita da Il Birrificio di Como.


Alla prossima viaggiatori e ricordate che con una birra in mano è tutto più facile dire in coro Enjoi!!


Sabrina 






Buzzoole

lunedì 19 giugno 2017

Cous Cous alle verdure speziate: una ricetta fresca

Cous Cous alle verdure speziate: una ricetta fresca e se vogliamo anche un ottima alternativa alla solita insalata di riso che immancabilmente accompagnano le prime scampagnate domenicali oppure le prima puntatine al mare. Che siate sotto l'ombrellone o che siate distesi sotto un albero a godervi quel venticello fresco vi è bisogno di assimilare ingredienti freschi e ricchi di vitamine, che aiutano ad affrontare al meglio il caldo afoso che si prospetta ogni estate. 

E con il caldo - in particolare con la presenza molto alta di umidità - il nostro organismo ha bisogno di ricaricarsi più facilmente e più facilmente tendiamo a commettere errori grossolani come quello di aggiungere sapore alle pietanze che prepariamo e che utilizziamo quando siamo fuori casa. Uno degli errori che maggiormente tendiamo a fare è quello di aggiungere sale su sale durante la preparazione degli ingredienti e che oltre ad essere un comportamento sbagliato per sè diventa anche un messaggio sbagliato da offrire al nostro organismo, che si abitua a una certa tipologia di sapori. 

Da alcune settimane sto provando un nuovo prodotto: si chiama Aquasalis ed è uno spray da spruzzare sulle pietanze (sia nella fase di cottura che nelle fase del dopo cottura) che contiene in maniera naturale, il 75% di cloruro di sodio in meno del più conosciuto sale marino ma che nello stesso tempo, contiene la medesima quantità di un sale iodato. 

E se da un lato il mio corpo ringrazierà di questa opportunità anche il mio palato può dirsi soddisfatto perchè questo rivoluzionario prodotto - in linea con le direttive Organizzazione Mondiale della Salute - non perde di sapore ma anzi rende i piatti allo stesso modo gustosi e appetitosi come una normalissima spruzzata di sale marino. Eviterò ovviamente di elencarvi i pro e i contro di una dieta ricca di sale per questo ci sono i medici (e in caso sul sito ufficiale di Aquasalis, una sezione dedicata ricca di interessanti spunti di approfondimento sulla questione ) e mi dilungo invece sulla facilità di utilizzo di questo prodotto che si presenta sotto forma liquida e in spray. Questo pratico dispenser spray ne garantisce una facilità d'uso in qualsiasi situazione - anche esterna - ma soprattutto un corretto dosaggio. Il tutto richiuso in un elegante confezione che si intona a qualsiasi tavola. 

E allora bando alle chiacchiere e via con una ricetta semplice e gustosa che possiamo mangiare al momento oppure nei giorni successivi alla preparazione direttamente tolta dal frigorifero: Cous Cous alle verdure speziate. Per questa preparazione ho utilizzato pomodori da insalata e zucchine già cucinate in precedenza quindi posso dire che è anche un ottimo svuotafrigo perchè il cous cous ha la particolarità di amalgamarsi con tantissimi ingredienti, sia verdure che tipologie di carne o di pesce. 





Cous Cous alle verdure speziate: una ricetta fresca 

  • Ingredienti: 130 g cous cous, 200 ml di acqua o di brodo vegetale, 4 zucchine medie, 2/4 fiori di zucca, 4 pomodori da insalata, 1 pz di cumino, curry, paprica dolce, 2 spicchi d'aglio, Olio extravergine di oliva q.b. Aquasalis q.b, 1 bustina di zafferano. Erba cipollina. 

  • Preparazione:  lavate e pulite le zucchine togliendone le estremità. Tagliatele a rondelle sottili. Sbollentatele per cinque minuti in acqua non salata con una bustina di zafferano e non buttate via l'acqua che serve per la cottura del cous cous.
  • Pulite togliendo il pistillo interno i fiori di zucca, passateli sotto l'acqua corrente e asciugateli con un pezzo di carta assorbente. 
  • In una padella antiaderente possibilmente larga, utilizzate l'olio di oliva extravergine con lo spicchio d'aglio, tutte le spezie e l'erba cipollina tagliata fine con le forbici così da non ossidarsi e fate saltare per alcuni minuti le zucchine. Aggiungete in ultimo i fiori di zucca. 
  • Lasciate raffreddare per alcuni minuti le zucchine con i fuori e procedete alla "cottura" del cous cous. 
  • In una ciotola di vetro aggiungete il cous cous e l'acqua di cottura con lo zafferano, coprite con un coperchio o un piatto. Vedrete che dopo nemmeno venti minuti, l'acqua si sarà ritirata e il cous cous è pronto per essere condito con quello che volete.
  • In questo caso aggiungete di volta in volta le zucchine con i fiori ben speziati, i pomodori tagliati a fettine sottili e una spolverata di erba cipollina tagliata fine. 


Come avrete notato non ho aggiunto sale. Sia perchè vi sono le spezie che rendono il cous cous e le sue verdure già insaporite, sia perchè ho lasciato sul tavolo vicino ad ogni piatto di questa pietanza una confezione di Aquasalis da utilizzare a piacere. 

Dispenser spray che ho avuto modo di portare con me in una scampagnata di fine maggio e una giornata di sole in piscina nel fine settimana appena concluso. Oltre ad essere un prodotto in linea con la mia salute e il mio organismo, è pratico da utilizzare in qualsiasi circostanza sia che ci troviamo in casa sia che ci troviamo fuori. 

Ringraziando Aquasalis per avermi dato l'opportunità di scoprire un nuovo modo di insaporire i miei piatti e quello dei miei ospiti, vi saluto e vi ricordo che I viaggi di Ciopilla sono anche pagina di facebook ma soprattutto di Instagram. 

Vi aspetto sui social e alla prossima 


Sabrina 👸









martedì 13 giugno 2017

Torta al caffè e latte (senza uova e senza lievito)

Ebbene anche io sono caduta nella trappola della mamma che prepara la torta da portare a scuola dei figli! Ovviamente con i miei tempi cioè quando ormai siamo alla fine dell'anno e i giochi sono fatti, ma ci tenevo a sperimentare una nuova ricetta con il caffè come ingrediente principale. Considerando che le maestre della scuola di mia figlia piccola sono amanti di questo elisir energetico, ho voluto approfittarne della loro passione per sperimentare una nuova ricetta ovvero la torta al caffè e latte (senza uova e senza lievito).

L'ingrediente principale di questa torta super energetica è soprattutto il caffè che nella fattispecie ho voluto scegliere nella qualità Tre Grani Intenso della azienda ICAF Caffè, che mi ha omaggiato in questi mesi di alcuni loro prodotti di eccellenza tra cui il prodotto utilizzato per questa torta. La miscela Intenso, ha un temperamento vivace che si adatta benissimo ad amalgamarsi con il latte rendendolo più forte al palato e con un retrogusto di cacao amaro che si adatta alla tipologia di torta scelta ovvero senza uova ma soprattutto senza lievito chimico. Preferire il bicarbonato di sodio al lievito chimico è ormai una scelta di vita ma allo stesso tempo ho trovato un giusto equilibrio di gusto che mi permette di assaporare al meglio gli ingredienti utilizzati come il caffè che vi presento, che in questo modo è stato esaltato e non coperto dall'amaro che il lievito chimico produce sulle papille gustative. 

Sul sito dell'azienda di Frosinone ICAF Caffè ci sono tantissime varietà di questo elisir e sicuramente potrete trovare quello che fa per voi ... noi nel mentre aspettiamo che arrivi il momento della merenda per assaggiarne un altra fetta, ci facciamo un caffettino ino ino ! Perchè questo caffè vale veramente l'assaggio! 




Torta al caffè e latte (senza uova e senza lievito)




  • Ingredienti per stampo da 24 cm di diametro: 150 g caffè, 150 g latte a temperatura ambiente, 300 g di farina 00, 200 g zucchero semolato, 16 g bicarbonato + 2 pz sale, 90 g di olio di semi vari

  • Preparazione: utilizzando possibilmente la moka andiamo a preparare il caffè che ha bisogno di raffreddarsi prima di essere utilizzato;
  • Aggiungiamo il latte e lo zucchero mescolando fino che quest'ultimo non si sia sciolto e aggiungiamo un cucchiaio alla volta la farina setacciata, il bicarbonato e un pizzico di sale;
  • Se avete la planetaria potete utilizzarla con la frusta, ottima per non lasciare grumi oppure armatevi di pazienza ma soprattutto di forza nella braccia
  • Preriscaldate il forno a 180 gradi e oliate bene bene lo stampo che accoglierà il composto della torta
  • Al forno per 45/50 minuti aiutandovi con uno stecchino che vi avviserà se bisogna aumentare i minuti di cottura (se appare ancora umido una volta che lo avete tolto dal centro della torta) o spegnere il forno per tirare fuori lo stampo, lasciando raffreddare a temperatura ambiente la torta al caffè e latte 

La torta al caffè e latte (senza uova e senza lievito) è piaciuta veramente alle maestre e anche in casa è stata consumata tutta in pochissimo tempo. Possiamo dire esperimento riuscito !! E voi cari viaggiatori avete mai regalato qualcosa alle maestre ? Sarei curiosa di leggere i vostri commenti ! 


domenica 11 giugno 2017

Zucchine al forno ripiene di riso al parmigiano reggiano

Arriva l'estate e arrivano i pomodori con il riso e le patate! E' un classico della cucina di mia nonna che l'ha tramandata a mia mamma e siccome io sono sempre stata anticonformista (e anche un pochetto stro****tta) al posto dei pomodori ho pensato di utilizzare le zucchine tonde tonde e al posto delle patate il parmigiano reggiano, il quale dona sempre un retrogusto amarognolo. Giusto per non seguire la tradizione ma semplicemente per spezzare un attimo la monotonia dei soliti piatti estivi !

Che ne dite ? Un idea originale per un estate diversa dal solito? E visto che non ci sono le mezze stagioni ormai - detto popolare che è sempre di moda quindi lo scrivo pure io per non essere da meno - e visto che accendere i fornelli diventa come scendere all'inferno, incomincio a pensare a pietanze dai molteplici usi. 
In primis, l'utilizzo del forno che non ha bisogno di grandi manovre se non quello di essere preriscaldato e per secondo il pensiero che essendo sempre in giro (o sotto l'ombrellone) si ha bisogno di un pranzo veloce ma allo stesso tempo energico e ricco di vitamine. 

Vediamo a questo punto come ho riempito le zucchine - ho scelto la varietà a bombetta per comodità - e come le ho presentate ai miei commensali con una piccola precisazione sulla ricetta che troverete in fondo alla ricetta ^_^ 






  • Ingredienti per circa sei zucchine: 6 pugni di riso Arborio, sei zucchine a bombetta, 80 g parmigiano reggiano grattugiato + 10 g per la cottura finale, 1 scalogno, 1 carota, 1 sedano, sale q.b. Olio extravergine di oliva q.b. 

  • Preparazione: lavate accuratamente le zucchine, tagliando la testa e togliendo con un cucchiaio la polpa stando attenti a non bucare la buccia della zucchina
  • Sbollentate per una decina di minuti le zucchine in acqua calda e leggermente salata per ammorbidirle e nel mentre con la polpa unita allo scalogno tagliato grossolanamente, alla carota e al sedano si può preparare un veloce brodo vegetale
  • Scoliamo e raffreddiamo le zucchine tenendole a testa in giù (possibilmente) per permettere all'acqua di uscire e dedichiamoci alla cottura del riso
  • In una padella antiaderente ed ampia facciamo tostare il riso con un goccio di olio di oliva extravergine e aggiungiamo un mestolo di brodo vegetale fino a coprirne la superficie
  • Procediamo in questo modo per circa dieci minuti e aggiungiamo verso la fine cottura del riso - che andremo a cuocere leggermente al dente - la polpa della zucchina, la carota e lo scalogno che si saranno ammorbiditi permettendoci di schiacciarli con la forchetta durante la cottura del risotto
  • Spegniamo e amalgamiamo il risotto con il parmigiano reggiano grattugiato, lasciamo raffreddare e pre riscaldiamo il forno a 180°
  • Con l'aiuto di un cucchiaio andiamo a riempire le zucchine a bombetta con il risotto appena cotto e riponiamo in una pirofila che andrà riposta in forno per ulteriori 20 minuti circa di cottura
  • Prima di procedere spolveriamo di parmigiano reggiano e un filo di olio di oliva extravergine



Piccola nota: in questa ricetta troverete scritta anche la preparazione del risotto ma ovviamente per non accendere ulteriormente i fornelli del gas, potete utilizzare le rimanenze di un pranzo o di una cena, aggiungendo semplicemente il parmigiano reggiano mentre le zucchine invece di svuotarle per sbollentarle, potete farlo ancora intere e quando sono leggermente cotte togliere la polpa e aggiungerla successivamente al risotto che andrà riempito.

Come sempre sono a vostra completa disposizione, felicissima di rispondere a qualsiasi domanda 


Alla prossima 


Sabrina 







giovedì 8 giugno 2017

Rocchetta Mattei: il fiabesco palazzo a Grizzana Morandi

Ho meditato molto prima di iniziare a scrivere questo racconto che vede protagonista Rocchetta Mattei, il fiabesco palazzo costruito alla fine dell'ottocento e che ho avuto modo di visitare durante il ponte dei primi di giugno insieme a mio marito. I motivi di questa titubanza sono tanti ma in primis l'altalena di emozioni che mi hanno travolto durante e nei momenti successivi alla visita guidata. 

Cerchiamo insieme di capire intanto dove ci troviamo: siamo sull'Appennino Settentrionale, tra le province di Bologna e di Modena le quali vengono tagliate a metà dalla strada statale denominata Porrettana. A pochi metri dal centro di Grizzana Morandi, sorge un piccolo castello costruito sulla roccia dal conte Cesare Mattei, politico e studioso bolognese oltre che medico della disciplina elettromeopatia (branchia della più nota omeopatia) il quale scelse Rocchetta come dimora principale fino alla sua morte alla veneranda età di 87 anni.
Sulla vita e sulle vicende del conte Mattei, se ne leggono di tutti i colori e di tutte le idee a volte in bene e per la maggior parte nel male ma sicuramente il castello di fattura gotica medioevale che ne ha preso il suo cognome è un istantanea chiara e precisa del personaggio controverso che appariva agli occhi dei suoi amici ma soprattutto dei suoi nemici. 

Voglio essere totalmente sincera: vistare Rocchetta Mattei non è facilissimo! E' aperta solo il sabato e la domenica (probabilmente dal momento in cui scrivo anche il venerdì a causa dell'enorme richiesta) e si può visitare solo a piccoli gruppetti di circa 20 persone con l'ausilio di una guida, dopo aver effettuato la prenotazione su orario dal sito ufficiale. Le spiegazioni per arrivarci sono confusionarie e trovare il posto senza indicazioni è alquanto faticoso (e dispendioso di benzina se sbagli anche strada) e non c'è un parcheggio nelle vicinanze che permetta di lasciare l'auto in piena sicurezza. Nonostante un iniziale titubanza appena si arriva ai piedi della Rocchetta ogni singolo dubbio e perplessità sembra svanire in un lampo per lasciare il posto alla meravigliosa visione che essa provoca nei suoi visitatori. 




La prima impressione giungendo davanti alla Rocchetta è quella di un salto in una dimensione parallela dove l'oriente ruba il posto all'occidente. Torri e finestre dall'inconfondibile stile moresco si aprono alla vista di ogni singolo visitatore e dopo un piccolo momento di smarrimento per la costruzione totalmente incastonata nella roccia, ci si immerge nel pensiero visionario del suo ideatore. Grifoni, leoni, fenicotteri, labirinti e cascate (non funzionanti ahimè!) ci accolgono dopo aver percorso alcuni metri in salita accompagnati dal racconto di una esperta guida sulla vita del suo misterioso ideatore. I simboli moreschi si confondono con la simbologia cristiana ed ebraica che in alcune stanze vengono coperte purtroppo da lavori di restauro che nulla hanno a che vedere con l'immagine di insieme di questo palazzo. Dopo la morte del Conte Mattei i suoi successori non ne hanno compreso appieno il suo pensiero e ogni singolo dettaglio così accurato che aveva reso Rocchetta Mattei, un luogo ricco di mistero e di storia, è stato contaminato da stili architettonici e di design che ne hanno distrutto parte della sua ricchezza intellettuale. 









Oltre a mostrarvi alcune foto e a darvi le indicazioni base per arrivare sul posto, non scriverò molto altro di questo fiabesco palazzo che troviamo a Grizzana Morandi. Le sensazioni provate nel visitare di persona sono state molteplici: da un lato un autentica euforia e dall'altra una cocente delusione. Il luogo merita una visita sicuramente soprattutto per ascoltare la storia di questo personaggio così controverso che è il conte Mattei ma dall'altro mille pensieri  su ciò che si sta visitando e che anche il meno esperto visitatore avrà modo di affrontare durante la permanenza nell'edificio.  Sicuramente mani meno esperte hanno rovinato un capolavoro di architettura e ovviamente la mancanza di soldi per tenerlo curato sono state le cause di un decadimento di stili che ne hanno rovinato la potenzialità oltre che una evidente mancanza di arredi causata dai saccheggi di guerra ma molto può essere fatto a partire da una diversa organizzazione sulle visite. 

La voglia di rendere Rocchetta Mattei un luogo turistico è palpabile e si vede nell'amore che ogni singola guida pone nel presentare questo capolavoro d'arte e di architettura ma forse tutto questo non basta, ci vorrebbero maggiori attenzioni (e finanziamenti) da parte delle Istituzioni che di arte in Italia ne sono i portatori di bandiera e speriamo che in questi giorni di incontro dei Sette Grandi del Mondo ( il G7 passa per Bologna e si fermerà proprio qui) ci sia anche la voglia di investire sulla cultura italiana e sui monumenti che rendono il nostro Paese invidiabile agli occhi di tutti. 

Prima di lasciarvi e passare al prossimo racconto o ricetta alcuni indirizzi a cui fare riferimento per prenotare e per chi viene con i bambini o con le persone anziane la Rocchetta è attrezzata con un ascensore (su richiesta ovviamente al personale) mentre non dispone di un bar o di un punto di ristoro adatto ai bambini piccoli. 




→ Per prenotazioni ←